Un pomeriggio di ordinario passeggio si è trasformato in un inferno di sangue nel centro storico di Modena. Un uomo ha lanciato la propria vettura a folle velocità contro i passanti sui marciapiedi, tentando poi di accoltellare chiunque provasse a fermarlo. Il bilancio è drammatico: otto feriti, di cui quattro in gravi condizioni; a due di loro è stato necessario amputare le gambe.
Davanti alla gravità dell’evento, le massime istituzioni dello Stato hanno risposto con una scelta senza precedenti: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annullato la visita di Stato a Cipro (dove era attesa per un bilaterale con il presidente Christodoulides) e sta rientrando d’urgenza in Italia per recarsi a Modena. Lì, insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, farà visita ai feriti più gravi ricoverati in ospedale.
L’autore della strage: chi è Salim El Koudri L’assalitore è stato bloccato sul posto grazie all’eroico intervento di alcuni cittadini prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Si tratta di Salim El Koudri, 31 anni, nato a Bergamo da famiglia di origini straniere. Laureato in Economia ma attualmente disoccupato, l’uomo era già in cura per gravi problemi psichiatrici.
La Procura lo ha iscritto nel registro degli indagati con le gravissime accuse di strage e lesioni, ma al momento è stata esclusa la matrice terroristica.
Il grazie del Colle ai cittadini e il cordoglio unanime Il Presidente Mattarella ha telefonato immediatamente al sindaco di Modena per raccogliere informazioni sui feriti, esprimendo profonda gratitudine per “i cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole”. Da Navarino, dove ha appreso le prime notizie durante il Forum, Giorgia Meloni si è messa in contatto con il ministro dell’Interno Piantedosi, tuonando: “Il responsabile deve rispondere fino in fondo delle sue azioni”. Messaggi di sgomento e vicinanza sono arrivati dai presidenti delle Camere, La Russa e Fontana, e dai leader dell’opposizione Elly Schlein (Pd) e Giuseppe Conte (M5S).
Scoppia la bufera politica sulle “seconde generazioni” Nonostante il profilo clinico dell’attentatore sia legato alla psichiatria, la politica si è immediatamente spaccata sulla questione sicurezza e integrazione. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha attaccato duramente su X facendo nome e cognome dell’aggressore: “Questo il nome del criminale di seconda generazione che ha falciato passanti innocenti. Nessuna giustificazione”.
In una nota ufficiale, la Lega ha rincarato la dose parlando di “fallimento totale dell’integrazione per le seconde generazioni” e chiedendo una stretta immediata sui permessi di soggiorno, revocabili in caso di reati gravi. Una linea condivisa dal deputato di Forza Italia Davide Bergamini e dal senatore di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo.
Dall’opposizione si predica invece prudenza ma si chiede fermezza: Matteo Renzi (Iv) ha evidenziato come sia “la prima volta che l’Italia registra un evento simile sul modello di quanto già accaduto all’estero”, mentre Carlo Calenda (Azione) ha sollevato il tema della prevenzione sociale: “Sia squilibrio mentale o terrore, manca un’azione di contenimento per le persone socialmente pericolose”.