Una notte di frenetica attività diplomatica e militare ha segnato l’agenda del Presidente Donald Trump. Mentre si apre uno spiraglio di tregua nel conflitto tra Russia e Ucraina, la tensione nel Golfo Persico resta a livelli d’allarme, con la Casa Bianca in attesa di una risposta definitiva da Teheran.
1. Ucraina: Tregua di tre giorni per il “Giorno della Vittoria”
Donald Trump ha annunciato su Truth Social il raggiungimento di un accordo per un cessate il fuoco di tre giorni, mediato personalmente dagli Stati Uniti, in occasione delle celebrazioni del 9 maggio a Mosca.
- Le date: La tregua decorre da oggi, 9 maggio, fino all’11 maggio.
- Lo scambio: L’accordo prevede lo scambio di 1.000 prigionieri per parte.
- Parata sulla Piazza Rossa: Volodymyr Zelensky ha ordinato alle proprie forze di non attaccare Mosca durante la parata militare odierna, nonostante i timori russi di raid con droni.
- Obiettivo Lungo Termine: Trump ha definito il conflitto come “la cosa peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale” (citando la perdita di 45.000 giovani soldati al mese) e ha auspicato che questa tregua diventi una “proroga significativa” verso la fine delle ostilità.
- L’apertura dell’UE: Anche l’Unione Europea si muove; a Cipro, il 27-28 maggio, i ministri degli Esteri discuteranno per la prima volta la possibilità di avviare negoziati formali con Mosca.
2. Iran: Ultimatum e attacchi a Hormuz
Se sul fronte europeo si respira una cauta speranza, in Medio Oriente il clima è plumbeo. Trump ha dichiarato di aspettarsi una lettera di risposta dall’Iran “stanotte” (ora americana) sulla sua proposta finale di pace.
- L’avvertimento: “Accordo subito o colpiremo con più violenza”, ha tuonato il tycoon. Al momento, la risposta ufficiale di Teheran non è ancora giunta a Washington.
- Scontri a Hormuz: La tensione è sfociata in nuovi atti di forza. Due petroliere iraniane vuote sono state colpite nel Golfo di Oman mentre tentavano di forzare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti.
- Ruolo dell’Italia: Da Roma, il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che l’Italia può essere fondamentale nel tagliare i finanziamenti a Hezbollah, ma ha chiarito che sulla permanenza delle truppe americane nelle basi italiane la decisione finale spetterà unicamente a Trump.
3. Geopolitica: La Polonia e il fianco Est
Interpellato dai giornalisti, Trump ha mostrato apertura verso un ulteriore rafforzamento della presenza militare americana in Polonia. Definendo il presidente polacco “un grande combattente e una grande persona”, il tycoon ha suggerito che un ridispiegamento di truppe dalla Germania verso est sarebbe ben accolto da Varsavia e coerente con la sua visione di una NATO dove i partner devono essere “combattenti”.
Mentre il mondo osserva la parata di Mosca, l’attenzione resta fissa sul Golfo Persico: la mancata risposta dell’Iran entro le prossime ore potrebbe innescare la reazione “più violenta” minacciata da Trump, vanificando i tentativi di mediazione internazionale.