‘COMPROMESSO PER EVITARE LA PROCEDURA, NORMALIZZARE SPREAD’
Il ministro dell’Economia Tria nell’informativa in Aula alla Camera: ‘Le regole Ue vanno ‘migliorate e semplificate’, ma ‘e’ interesse dell’Italia trovare un compromesso e arrivare a un accordo con Bruxelles per evitare la procedura di infrazione’. Inoltre, e’ interesse del governo ‘normalizzare definitivamente’ l’andamento dello spread, la solidita’ del mercato dei titoli pubblici ‘e’ fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie, ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell’economia’.
“Nel 2018 sebbene la crescita abbia sorpreso al ribasso l’anno si è chiuso con una significativa diminuzione del disavanzo, al 2,1% in discesa dal 2,4% del 2017”. E ancora: “Il saldo primario si è attestato all’1,6% dall’1,4%. Ciò dimostra che il governo ha avuto un approccio prudente e responsabile per il 2018”. Esordisce così il ministro dell’Economia Giovanni Tria nell’informativa davanti all’assemblea di Montecitorio sull’eventuale procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Poi chiarisce che l’atteggiamento del governo italiano sarà “costruttivo”. E aggiunge: “Ribadiremo le nostre ragioni agli altri paesi europei cui spetterà di trarre le conclusioni e cercheremo di trovare un ragionevole punto d’incontro”.
“Dovremo renderci disponibili a un dialogo serrato e costruttivo – spiega all’aula della Camera – che consenta di arrivare a un accordo per evitare la procedura”. Non senza aggiungere però che “le stime più aggiornate del 2019 ci dicono che i saldi di finanza pubblica rispetteranno i dettami del braccio preventivo del Patto di Stabilità e crescita”. E subito dopo Tria ricorda che “l’indebitamento netto sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione”. E questo perché “il monitoraggio più recente evidenzia maggiori entrate tributarie e contributive e non tributarie che, dedotte le risorse necessarie all’assestamento comporteranno un beneficio netto di 0,2 punti percentuali”. Tria ha infine aggiunto che grazie anche allo “0,07% del Pil per i risparmi calcolati al momento su reddito di cittadinanza e quota 100 porterebbero il deficit al 2,1%.