Sette minuti di ovazione per il debutto operistico di Mozart a Venezia, La Clemenza di Tito, diretto da Ivor Bolton e firmato da Paul Curran. La serata, ricca di star e istituzioni, è stata segnata da una “pioggia” di volantini lanciati in platea contro la nomina del maestro Beatrice Venezi.
Una combinazione di arte sublime e dissenso politico ha caratterizzato la Prima della stagione lirica 2025-2026 al Teatro La Fenice di Venezia. L’inaugurazione con “La Clemenza di Tito” di Wolfgang Amadeus Mozart ha ottenuto un successo travolgente, coronato da sette minuti di applausi trionfali.
La produzione, affidata al regista scozzese Paul Curran e diretta con eleganza incisiva dal maestro inglese Ivor Bolton, ha saputo attualizzare la vicenda imperiale. Come ha spiegato Curran, il fulcro è la riflessione sul “potere come responsabilità, la vendetta come tentazione, la clemenza come gesto rivoluzionario”.
L’entusiasmo della platea è stato interrotto da un fuori programma inatteso. Durante gli applausi finali, dai palchi è caduta una “pioggia di volantini” in platea. I fogli erano stati distribuiti all’ingresso dagli orchestrali e dalle maestranze del Teatro per sostenere la loro mobilitazione di protesta.
La contestazione è apertamente rivolta alla recente nomina del maestro Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro a partire dall’autunno 2026.
Nonostante il momento di protesta, la qualità artistica dello spettacolo è stata unanimemente riconosciuta. Il tenore tedesco Daniel Behle ha convinto nel ruolo di Tito Vespasiano, affiancato dalla “sorprendente” Vitellia di Anastasia Bartoli. Brillanti le esecuzioni dei debuttanti principali, tra cui Cecilia Molinari (Sesto) e Nicolò Balducci (Annio).
L’allestimento di Gary McCann ha ricreato un ambiente che “amplifica il nucleo morale dell’opera: perdonare è un atto di forza, non di debolezza”.
Ad assistere al debutto una folla di volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui la campionessa olimpica Federica Pellegrini con il marito Matteo Giunta, lo scrittore Giovanni Montanaro, e il frontman dei Subsonica Samuel Romano. Presenti anche numerose autorità locali e rappresentanti istituzionali e culturali come Cecilia Gasdia (Arena di Verona) e Karole Vail (Fondazione Guggenheim).
Al termine della Prima, il tradizionale gala dinner si è tenuto nelle Sale Apollinee. Gli ospiti hanno potuto gustare un menù raffinato, con tavoli intitolati agli imperatori romani e un cocktail speciale, “La Clemenza”, a celebrare il tema centrale dell’opera mozartiana.