In un clima di forte imbarazzo e tensione, il Presidente Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla cena dell’Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca, recuperata al Waldorf Astoria dopo la sospensione dovuta al fallito attentato dello scorso aprile.
Tra stoccate alla stampa, attacchi alle figure dell’opposizione e dello spettacolo e avvertimenti geopolitici a Teheran, il tycoon ha scosso la platea ventilando l’ipotesi di un suo terzo mandato presidenziale (espressamente vietato dal Ventiduesimo Emendamento della Costituzione americana).

1. La provocazione sul 2028: “Mi ricandido per la terza volta”
Nel corso di un intervento privo di schemi rigidi, Trump ha indossato un berretto rosso con la scritta “TRUMP 2028”, lanciando quello che molti osservatori interpretano come un ballon d’essai per testare le reazioni dell’opinione pubblica sul limite dei due mandati:
- La frase che ha spiazzato la sala: «Proprio come la mia presidenza, la seconda volta è sempre meglio. E la terza volta sarà ancora meglio. Vi annuncio la mia intenzione di correre per la quarta volta da presidente».
- Il ridimensionamento: Dopo qualche secondo di silenzio gelido tra i circa mille giornalisti accreditati presenti, Trump ha aggiunto: «Sto solo scherzando!».
2. Il duro attacco ai media e ai critici
Il Presidente non ha risparmiato stoccate al sistema dell’informazione e ai suoi oppositori politici e culturali:
- I premi sgraditi: Trump ha criticato apertamente i riconoscimenti assegnati durante la serata ai giornalisti del Wall Street Journal (per lo scoop sui legami con il finanziere Jeffrey Epstein) e del New York Times.
- La sindrome da “ossessione per Trump”: Denunciando che “il 93% delle notizie su di me è negativo”, il Presidente ha definito i cronisti presenti come “il più grande gruppo di persone affette da sindrome da ossessione per Trump”, pur ricordando con ironia la sua abitudine di rispondere di persona alle chiamate dei reporter.
- I bersagli politici e dello spettacolo: Nel mirino del tycoon sono finiti tra gli altri l’ex presidente Barack Obama, la deputata dem Alexandria Ocasio-Cortez, il cantante Bruce Springsteen e i conduttori televisivi Jimmy Fallon, Jimmy Kimmel e Stephen Colbert.
3. Dossier Iran: tra negoziati, minacce di escalation e lo stop temporaneo ai raid
Sul fronte estero, Trump ha rivendicato la forza dell’offensiva militare contro l’Iran, pur confermando contatti diplomatici in corso per verificare i margini di un intesa:
- La linea dura sul nucleare: “Stiamo parlando con gli iraniani proprio ora, vorrebbero trovare un accordo. Il punto fondamentale è che non permetteremo che si dotino di armi nucleari. Se non accettano le condizioni, sono pronti bombardamenti molto più massicci”.
- Tregua tattica nei raid: Nella notte del gala non si è verificata la quattordicesima ondata di attacchi americani in territorio iraniano, con la sola intercettazione da parte della Marina USA di una petroliera che tentava di forzare il blocco dei porti. Un’interruzione temporanea che precede l’atteso vertice di martedì a Washington con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un clima che fonti di stampa definiscono di profonda frustrazione del Presidente per lo stallo negoziale.