Nonostante il viaggio a Roma del Segretario di Stato Marco Rubio, il gelo tra Donald Trump e il governo italiano non accenna a sciogliersi. In una telefonata esclusiva al Corriere della Sera, il tycoon ha usato parole durissime contro l’alleato mediterraneo, proprio mentre dall’altra parte dell’Oceano la segretaria del PD, Elly Schlein, incassava l’appoggio di Barack Obama.
Il Presidente USA ha gelato le speranze di una rapida riconciliazione dopo il vertice Meloni-Rubio. Ecco i punti chiave della sua intervista: Trump ha ripetuto ossessivamente che «l’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei» (riferendosi al mancato appoggio nelle fasi iniziali del conflitto con l’Iran).
Ha confermato di «stare ancora prendendo in considerazione» il ritiro dei circa 12.700 militari USA dalle basi italiane (Aviano, Sigonella, Vicenza). Interrogato sul perché abbia ripubblicato un vecchio post di Matteo Salvini su Truth, ha risposto sprezzante: «Perché lo ritenevo appropriato». Di fronte alla disponibilità italiana di inviare cacciamine nello Stretto dopo la pace, Trump ha tagliato corto: «Troppo tardi».
Nonostante il tono bellicoso della Casa Bianca, l’esecutivo cerca di mantenere i nervi saldi. “L’alleanza e’ solida ed e’ con gli Stati Uniti, non con Trump, o con Obama, o con Biden. E resta” perche’ “l’Europa e l’Italia hanno bisogno dell’America, ma anche l’America ha bisogno dell’Europa e dell’Italia”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, in un’intervista al “Corriere della sera”. “Non gioverebbe a nessuno indebolire un continente come il nostro e un Paese come il nostro, che sono strategicamente ed economicamente essenziali, anche per la sicurezza dell’intero Occidente”, ha affermato Tajani.
Guido Crosetto: il Ministro della Difesa ha cercato di minimizzare: «Tra noi e gli USA non c’è una guerra. Il problema è far finire i conflitti veri in Iran e Ucraina». Mercoledì mattina Tajani e Crosetto saranno in Aula per riferire proprio sulla missione a Hormuz.