Dopo la sospensione dei raid aerei coordinati con Israele, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che tra Washington e Teheran è stato raggiunto un primo intesa sullo Stretto di Hormuz e che da oggi prenderanno il via i negoziati formali per un accordo sulla denuclearizzazione.
La notizia dell’allentamento delle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente ha provocato una reazione immediata e netta sui mercati finanziari, con il prezzo del petrolio che è arrivato a cedere oltre il 4% nei primi scambi.
Attraverso la sua piattaforma Truth Social, Trump ha confermato la sospensione su sollecitazione degli attori regionali:
“Stati Uniti e Israele erano pronti a colpire con una forza e una potenza mai viste dalla Seconda Guerra Mondiale. Ciononostante, l’Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno chiesto di sospendere l’attacco. In base a questa richiesta, ho accettato di annullare le operazioni, a condizione che si possa raggiungere rapidamente un accordo per l’apertura immediata e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana.”
La svolta diplomatica: i dettagli del compromesso su Hormuz
Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Canale 12 e da fonti diplomatiche coinvolte nelle trattative, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dato il primo via libera a una proposta di compromesso presentata dai mediatori del Qatar e degli Stati Uniti per sbloccare lo Stretto di Hormuz:
- La nuova mappa dei transiti: Le navi dirette nel Golfo Persico passeranno attraverso le acque territoriali dell’Iran, mentre i mercantili in uscita transiteranno lungo le acque territoriali dell’Oman.
- Le garanzie richieste: L’Oman e i mediatori del Qatar stanno svolgendo serrati colloqui diplomatici per verificare che l’intesa siglata da Araghchi trovi il pieno sostegno ed esecutività anche da parte dei Pasdaran (le Guardie Rivoluzionarie Iraniane).
Spiegando le motivazioni dietro la revoca di quello che aveva definito un “attacco massiccio” imminente contro le infrastrutture iraniane, Trump ha evidenziato il peso determinante delle interlocuzioni avute con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, oltre che con i rappresentanti di Teheran.
- Sblocco delle rotte commerciali: L’accordo preliminare sullo Stretto di Hormuz prevede il ripristino della navigazione in sicurezza, dividendo i flussi di traffico marittimo tra le acque territoriali iraniane e quelle dell’Oman.
- Prospettive sul nucleare: L’avvio dei colloqui odierni punta a definire un quadro permanente di garanzie sulla rinuncia iraniana alle armi atomiche, scongiurando il rischio di una guerra ad ampio raggio nella regione.
Le reazioni regionali
Nonostante l’apertura sulle rotte marittime, Araghchi ha precisato che “qualsiasi azione ostile o complicità dei Paesi della regione incontrerà una risposta proporzionata da parte dell’Iran”.
Sul fronte arabo, il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, in un colloquio telefonico diretto con Trump, ha espresso forte sollievo per la sospensione dei raid e ha ribadito l’urgente necessità di evitare un’ulteriore escalation che finirebbe per devastare l’equilibrio energetico ed economico di tutto il Medio Oriente.