Donald Trump torna ad agitare lo spettro dei brogli e dell’interferenza straniera, incendiando il clima politico americano a pochi mesi dalle decisive elezioni di metà mandato (Midterm) di novembre.
In un drammatico discorso alla nazione trasmesso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente statunitense ha denunciato quella che definisce una “catastrofica” debolezza dell’infrastruttura di voto americana. Trump ha accusato direttamente Pechino di aver compiuto il più grande furto di dati elettorali della storia e ha lanciato un ultimatum al Congresso affinché approvi immediatamente una stretta radicale sulle modalità di registrazione al voto.
1. L’accusa a Pechino: “Rubati i dati di 220 milioni di americani”
Il cuore del discorso presidenziale si è concentrato sulla Cina e su una presunta attività di spionaggio e sabotaggio risalente alle presidenziali del 2020:
Donald Trump alla nazione: «La Cina ha messo a segno la più vasta violazione di dati elettorali della storia, acquisendo illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi. Il regime di Pechino non voleva che vincessi e ha cercato di fabbricare schede illegali per favorire Joe Biden».
Secondo il tycoon, i vertici dell’intelligence e del “Deep State” avrebbero tenuto nascoste queste informazioni per anni. Per questo motivo, il presidente ha ordinato l’immediata desecretazione di documenti d’intelligence che dimostrerebbero le “scioccanti vulnerabilità” dei database di registrazione e delle macchine elettroniche per il conteggio delle schede, definendole “estremamente esposte ad attacchi informatici esterni”.
2. Il pressing sul Congresso: “Approvate subito il SAVE America Act”
Per blindare le elezioni di metà mandato, Trump ha esortato i cittadini a fare pressione sui propri rappresentanti in Senato e alla Camera per approvare senza indugi il SAVE America Act (Safeguard American Voter Eligibility Act).
I PUNTI CARDINE DEL "SAVE AMERICA ACT" RICHIESTI DA TRUMP
├── PROVA DI CITTADINANZA: Obbligo per tutti gli elettori di fornire documenti legali di cittadinanza (es. passaporto) all'atto della registrazione.
├── DOCUMENTO D'IDENTITÀ ATTIVO: Obbligo di mostrare un documento con foto valido e non scaduto al seggio.
└── STRETTA SUL VOTO PER POSTA: Divieto di ricorrere alle schede per corrispondenza, salvo casi tassativi (malattia, disabilità, militari all'estero, viaggi documentati).
Il presidente ha inoltre denunciato la presenza nei database elettorali di oltre 278.000 persone non cittadine registrate per votare, definendolo un varco intollerabile per la sicurezza nazionale.
3. Le reazioni: scontro sui media e l’accusa dei Democratici
Il discorso ha immediatamente spaccato l’opinione pubblica e il panorama mediatico statunitense. Grandi network televisivi come ABC e NBC hanno deciso di non trasmettere la diretta, giudicando il discorso privo di elementi di novità fondati e temendo la diffusione di disinformazione. Una scelta che ha mandato su tutte le furie Trump, il quale ha minacciato pubblicamente davanti alle telecamere la revoca delle licenze di trasmissione per i canali “boicottatori”.
Anche all’interno dei media conservatori si registrano forti prudenze: i reporter di Fox News (che ha trasmesso l’evento) hanno precisato in diretta di «non essere in grado di corroborare le dichiarazioni del presidente».
Le risposte dei critici e delle opposizioni
- Gavin Newsom (Governatore democratico della California): «Le frodi elettorali sono estremamente rare e quasi sempre commesse da cittadini americani. Trump mente per coprire le sue difficoltà politiche».
- Gli esperti elettorali: Hanno subito ridimensionato il “caso Cina” sollevato dalla Casa Bianca. David Becker (CEIR) ha fatto notare che i dati a cui ha avuto accesso Pechino sono in larghissima parte informazioni di pubblico dominio (liste elettorali consultabili). “È come avere l’elenco degli studenti di un’università: non significa che tu possa entrare nel sistema e cambiarne i voti”, ha spiegato l’esperto, confermando che nessun sistema di conteggio voti è stato violato o manipolato.
- I timori per le Midterm: Molti analisti e parlamentari democratici temono che la denuncia preventiva di Trump sulle “vulnerabilità del sistema” sia in realtà una precisa strategia per gettare preventivamente ombra sulla regolarità del voto di novembre, preparando il terreno per contestare i risultati qualora i Repubblicani dovessero uscirne sconfitti.
Nel suo discorso, Trump ha comunque voluto rassicurare i mercati finanziari, ricordando che sotto la sua guida Wall Street “avanza di record in record” e rivendicando successi geopolitici: “Abbiamo vinto in Venezuela, stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro”.