Esplode lo scontro politico e industriale in merito alla proposta di rallentare lo sviluppo delle intelligenze artificiali di nuova generazione. Dopo l’allarme del CEO di Anthropic, Dario Amodei – sostenuto da Elon Musk e Sam Altman – il presidente Donald Trump liquida la richiesta di una moratoria strategica, bollando i dubbi dei vertici tech come tentativi di ostacolare il primato americano nella corsa contro la Cina.
Lo scontro sulle regole: la posizione della Casa Bianca
Nel corso di una conferenza stampa tenuta dal suo golf club di Doonbeg, in Irlanda, Trump ha respinto categoricamente l’ipotesi di rallentare i ritmi della ricerca:
«Possiamo introdurre delle misure di salvaguardia, ma credo ci siano molte forze negative a sollevare la questione, tirando in ballo cose che non accadranno. Siamo il Paese più avanzato al mondo e voglio che resti così: chi vince la sfida dell’IA, vince tutto».
La linea del presidente trova pieno appoggio nel Congresso: lo speaker della Camera, Mike Johnson, ha confermato che non vi sarà alcuna moratoria legislativa per non rischiare di cedere terreno a Pechino, preannunciando un vertice con Amodei, Musk e Altman per affrontare il nodo della sicurezza nazionale. Da parte sua, David Sacks, co-presidente del Consiglio dei consulenti su Scienza e Tecnologia della Casa Bianca, ha accusato le Big Tech di invocare regole statali per frenare i nuovi concorrenti, sfidandole a rallentare in modo puramente volontario.
Gli impatti sul mercato: OpenAI rinvia l’IPO al 2027
L’ondata di preoccupazioni per la sicurezza informatica e per la gestione dei modelli avanzati ha già prodotto le prime sensibili conseguenze sulle strategie societarie delle aziende del settore:
- Slittamento della quotazione a Wall Street: Sam Altman ha annunciato ufficialmente il rinvio al 2027 della maxi Offerta Pubblica Iniziale (IPO) di OpenAI, inizialmente attesa entro la fine del 2026. L’obiettivo dichiarato è concentrare risorse ed energie sulle valutazioni di sicurezza.
- Rischi di cibersicurezza globale: Anthropic ha ribadito l’urgenza di rafforzare le difese, citando recenti attacchi e tentativi di utilizzo improprio dei propri modelli da parte di attori statali stranieri, tra cui l’Iran.
- Le raccomandazioni di Obama: Sul fronte politico anche l’ex presidente Barack Obama è intervenuto nel dibattito, sollecitando i candidati delle prossime elezioni di midterm di novembre e delle presidenziali 2028 a inserire la regolamentazione dell’IA tra le priorità dei propri programmi.
“L’unico controllo o ‘argine’ di cui l’IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome”, afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che “l’amministrazione Trump ha impedito a certi ‘personaggi’ dell’IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali – come Dario” Amodei di Anthropic, “che ora finge di essere un ‘angioletto perfetto’ – e continueremo a farlo”. Trump aggiunge che “e’ in atto una cospirazione malata contro l’IA e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia”.
Dal canto suo, anche la Cina alza la voce. L’appello dell’amministratore delegato dell’azienda tecnologica statunitense Anthropic, Dario Amodei, a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (Ia) e’ in realta’ una strategia da “Guerra fredda” volta a colpire la Cina. E’ quanto sostiene un editoriale apparso sul quotidiano statale cinese “Global Times”. L’allarmismo, il confronto e la competizione esasperata non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell’intelligenza artificiale, e ciò non è nell’interesse di nessuno. Lo ha affermato oun portavoce del ministero cinese degli Esteri, Guo Jiakun. “Lo sviluppo dell’IA riguarda il benessere di tutta l’umanità. Tutte le parti dovrebbero promuovere congiuntamente uno sviluppo aperto e inclusivo dell’IA, orientato al bene e a beneficio di tutti”, ha affermato Guo.