Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rotto il silenzio sull’andamento del conflitto in Medio Oriente durante una conferenza stampa nel suo resort di Doral. “La guerra non finirà questa settimana, ma accadrà presto, molto presto”, ha dichiarato il tycoon, definendo l’intervento israelo-americano in Iran una “escursione” necessaria per la sicurezza globale.
Trump ha rivelato i dettagli di una “ottima” telefonata intercorsa con il leader del Cremlino, Vladimir Putin. Secondo il Presidente americano, Mosca sarebbe pronta a svolgere un ruolo di mediazione: “Putin vuole essere d’aiuto, sia per il Medio Oriente che per l’Ucraina”. Sull’altro fronte caldo, quello di Kiev, Trump ha tuttavia ammesso le difficoltà di un accordo a breve termine, parlando di un “odio tremendo” tra Putin e Zelensky.
Il cuore dell’intervento di Trump ha riguardato la sicurezza energetica e la stabilità dei prezzi del petrolio, recentemente schizzati oltre i 100 dollari. “Non permetterò a un regime terroristico di tenere in ostaggio il mondo”, ha avvertito il Presidente, annunciando l’avvio di operazioni di scorta navale e di sminamento per garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz.
Trump ha inviato un ultimatum diretto a Teheran: “Se giocheranno con noi, li colpiremo con una forza mai vista. L’Iran rimpiangerà ogni attacco ai nostri partner”. Il tycoon ha inoltre rivendicato un ruolo di “protettore globale”, sottolineando come l’intervento americano favorisca anche la Cina garantendo il flusso di greggio.
Nonostante i toni muscolari, il Wall Street Journal rivela che diversi consiglieri stiano spingendo privatamente per un “piano d’uscita”. A preoccupare l’amministrazione sono i sondaggi, che mostrano una maggioranza di americani contraria a un conflitto prolungato, e l’impatto economico dell’inflazione energetica.
Infine, Trump non ha nascosto il suo scetticismo sulla nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema dell’Iran: “Sono rimasto deluso, la loro scelta porterà solo ulteriori problemi al Paese”. Fonti della Casa Bianca confermano però che Trump non dichiarerà il “cessate il fuoco” finché non potrà rivendicare una vittoria netta e soddisfacente.
Si sono riuniti questa mattina, alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’intelligence. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi spiegando che nel corso dell’incontro è stato effettuato ‘un punto di situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell’area del Golfo’.