In un post pubblicato nelle prime ore di oggi su Truth, Donald Trump ha giurato vendetta politica contro il governo italiano, citando esplicitamente il “no” all’uso della base siciliana per le operazioni belliche in Medio Oriente: “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per lei”.
Il Tycoon ha allegato un articolo del Guardian del 31 marzo che rivelava il divieto imposto dal ministro Crosetto e dalla premier Meloni all’uso di Sigonella per il trasporto di armi destinate alla guerra in Iran. È la conferma definitiva: la “relazione speciale” è finita, sostituita da una politica di ritorsione che minaccia sicurezza ed economia.
Mentre Trump lanciava i suoi strali, Giorgia Meloni oggi sarà a Parigi per la Conferenza sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, convocata d’urgenza da Emmanuel Macron. Meloni siede al tavolo con Macron, il premier britannico Keir Starmer e il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz. L’obiettivo è creare una coalizione di “volenterosi” (escludendo le parti belligeranti come USA e Israele) per bonificare lo Stretto di Hormuz dalle mine iraniane e scortare le petroliere. Un’operazione puramente difensiva per riaprire il polmone energetico del mondo senza passare per il comando americano.
Per Meloni, Parigi è l’occasione per dimostrare che l’Italia non è isolata, ma è parte integrante di un’Europa che vuole farsi carico della propria sicurezza energetica.
Non solo politica, ma anche iconoclastia. Trump ha continuato ad attaccare Papa Leone XIV (nel mezzo del suo viaggio in Camerun), postando una foto generata dall’IA che lo ritrae abbracciato a Gesù. Da Pechino, dove sta incontrando l’omologo Wang Yi per chiedere la mediazione cinese, Antonio Tajani ha alzato i toni: “Come si può attaccare con tale intensità un leader morale come Papa Leone? Il cuore della cristianità è a Roma, capitale di una nazione profondamente cattolica”.
La crisi non è solo diplomatica, ma colpisce duramente le tasche degli italiani: il Fondo Monetario Internazionale ha già tagliato le stime di crescita dell’Italia allo 0,5% per il 2026. L’impatto della guerra in Iran e del blocco di Hormuz sta pesando per circa 0,4 punti di PIL, con un’inflazione che morde al 5%.
In mezzo al caos, una piccola luce: è scattata una tregua di 10 giorni tra Israele e Hezbollah, definita da Trump “la decima guerra a cui ha posto fine”, sebbene si registrino già le prime violazioni del cessate il fuoco.