Il Presidente Donald Trump ha scosso nuovamente l’asse transatlantico con una dichiarazione che mette in discussione la presenza militare statunitense in Europa. Nel mirino del Commander-in-Chief, questa volta, non c’è solo la Germania, ma anche Italia e Spagna, accusate di non aver fornito supporto adeguato durante il recente conflitto con l’Iran.
La minaccia: “Probabile riduzione delle truppe”
Interpellato nello Studio Ovale sulla possibilità di un disimpegno militare, Trump non ha usato giri di parole.
- Sull’Italia: “L’Italia non è stata di alcun aiuto. Probabilmente ridurremo le truppe”.
- Sulla Spagna: “Sono stati terribili, assolutamente terribili”.
- Il contesto NATO: Trump ha lamentato che i partner europei utilizzino lo Stretto di Hormuz – vitale per i loro approvvigionamenti – senza però sostenere lo sforzo bellico americano, preferendo concentrare (a suo dire in modo fallimentare) l’assistenza sull’Ucraina.
In Italia sono attualmente di stanza circa 13.000 soldati americani, mentre in Spagna sono 4.000. Una loro riduzione segnerebbe un cambiamento epocale negli equilibri di sicurezza del Mediterraneo.
Il nodo legale: Il War Powers Act
La minaccia arriva in un momento cruciale: oggi, 1 maggio 2026, scade il termine di 60 giorni previsto dal War Powers Act.
- Il dilemma di Trump: Senza un’autorizzazione formale del Congresso, il Presidente dovrebbe teoricamente avviare il ritiro delle truppe dalle ostilità.
- La tesi della Casa Bianca: Funzionari dell’amministrazione sostengono che il “cessate il fuoco” in vigore con Teheran dall’inizio di aprile abbia tecnicamente posto fine alle ostilità, “fermando l’orologio” dei 60 giorni e permettendo a Trump di evitare il passaggio parlamentare. I Democratici, tuttavia, contestano ferocemente questa interpretazione.
La reazione di Roma e il caos a Berlino
L’annuncio ha gelato le diplomazie europee. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha replicato con freddezza: “Non ne capirei le ragioni”, ricordando che l’uso delle basi americane in Italia avviene nel pieno rispetto dei trattati internazionali e della coesione NATO.
In Germania, la situazione è ancora più drammatica. Il Cancelliere Friedrich Merz (CDU), già indebolito dai sondaggi che vedono l’estrema destra di AfD al 27%, si trova ora isolato dopo aver criticato la “mancanza di strategia” americana in Iran.
- Isolamento politico: Merz, che ha recentemente aumentato la spesa per la difesa al 5% del PIL, è accusato da Trump di gestire un “Paese in rovina”.
- Rischio fiducia: A Berlino circolano voci di una possibile richiesta di fiducia al Bundestag, dove la maggioranza del Cancelliere si regge su appena 12 voti.
Riepilogo della presenza militare USA coinvolta:
| Paese | Soldati USA | Stato della relazione |
| Germania | ~39.000 | Tensione altissima; Trump attacca Merz |
| Italia | ~13.000 | Relazione “fredda”; critiche per mancato aiuto |
| Spagna | ~4.000 | Definita “terribile” dal Presidente |
Mentre il Pentagono cerca di mediare, il messaggio di Trump appare chiaro: la protezione americana non è più un dato scontato, ma una concessione legata al supporto politico e militare diretto nelle operazioni guidate da Washington.