Il presidente statunitense Donald Trump ha aperto alla possibilità di una soluzione diplomatica con l’Iran, frenando l’escalation militare ma ribadendo la massima fermezza in caso di stallo nelle trattative.
L’apertura dei canali negoziali e la pausa negli attacchi incrociati hanno provocato un’immediata e drastica reazione sui mercati finanziari, con il crollo del prezzo del petrolio (il Brent è sceso sotto gli 86 dollari al barile) e un generale recupero delle piazze azionarie europee.
1. Le dichiarazioni di Trump e lo stallo diplomatico
A bordo dell’Air Force One, il Presidente degli Stati Uniti ha confermato l’esistenza di un dialogo, smentendo le ricostruzioni secondo cui la sospensione delle incursioni aeree sia stata dettata da una carenza di armamenti:
- Tavolo negoziale ed opzione militare: “Stiamo parlando con loro. C’è la possibilità di fare un accordo, ma se la diplomazia fallisce sono pronto a una forte azione militare”, ha dichiarato Trump, evidenziando come l’Iran stia soffrendo le pesanti conseguenze economiche delle sanzioni Usa, ritenute dall’intelligence americana persino più efficaci dei raid aerei.
- Canali di contatto: Mentre Washington intende proseguire i colloqui, le autorità di Teheran hanno precisato che le trattative sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz avverranno esclusivamente attraverso la mediazione del Sultanato dell’Oman.
- L’ombra di Mosca e gli asset congelati: Trump ha annunciato che chiederà chiarimenti a Vladimir Putin in merito alle indiscrezioni sull’ipotesi che la Russia stia fornendo all’Iran immagini satellitari delle basi americane nel Golfo Persico. Il presidente ha inoltre ipotizzato l’uso degli asset iraniani sotto controllo statunitense per risarcire i danni arrecati al traffico marittimo commerciale.
2. Il vertice con Netanyahu e la bufera su Hegseth
La crisi mediorientale accende le tensioni all’interno della politica americana e nell’asse strategico con Israele:
- Incontro alla Casa Bianca: È atteso oggi a Washington il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L’obiettivo del vertice è rinsaldare la linea comune contro il programma eversivo di Teheran, pur in presenza di lievi divergenze tattiche riconosciute dallo stesso Trump.
- Pressioni interne sul Pentagono: Il segretario alla Difesa Pete Hegseth è finito nel mirino dell’ala dura del movimento MAGA, che lo accusa di aver condotto l’amministrazione in una fase di empasse operativo nella gestione del dossier iraniano.
- La Turchia e gli F-35: Nonostante le riserve di Israele, Trump ha ribadito la volontà di valutare la vendita dei caccia F-35 ad Ankara, definendo il presidente Recep Tayyip Erdogan “un amico che sta svolgendo un ottimo lavoro in Siria”.
3. La reazione dei mercati: crolla il greggio, respirano le Borse
Le dichiarazioni distensive della Casa Bianca hanno calmato le speculazioni energetiche, ma resta l’attenzione sui tassi d’interesse:
- Crollo del petrolio: Le quotazioni del Brent hanno registrato perdite vicine al 10%, scendendo a 86 dollari al barile, mentre il WTI si è attestato al di sotto degli 84 dollari.
- Borse europee in rialzo: La chiusura in territorio positivo dei listini europei (con Milano in progresso dello 0,49%) contrasta con l’andamento cauto di Wall Street, zavorrata dalle vendite sui titoli dei produttori di chip e dai timori legati alle massive spese in intelligenza artificiale.
- Attesa per la decisione della Fed: L’attenzione degli operatori resta concentrata sulla Federal Reserve guidata da Kevin Warsh. Sebbene i mercati scommettano sul mantenimento dei tassi invariati, il recente aumento dei prezzi della benzina causato da due settimane di raid sull’Iran continua ad alimentare i rischi inflazionistici.