Non si ferma l’offensiva mediatica e diplomatica di Donald Trump nei confronti dell’Italia e di Giorgia Meloni. Nella notte, il presidente degli Stati Uniti ha raddoppiato la posta sia via social che in una clamorosa intervista telefonica esclusiva rilasciata a Tgcom24, allargando lo scontro all’intera Alleanza Atlantica e lasciando aleggiare lo spettro di un disimpegno americano.
A fronte del nuovo affondo, Palazzo Chigi ha scelto la strada del silenzio istituzionale, avviando contemporaneamente una massiccia operazione di ricucitura diplomatica per blindare l’asse commerciale e militare con Washington.
L’affondo di Trump in TV: «Meloni si è comportata molto male, tra le peggiori»
Raggiunto telefonicamente dall’inviata di Mediaset Maria Luisa Rossi Hawkins, Trump non ha usato giri di parole per descrivere il diniego italiano all’uso delle basi aeree (come Sigonella) nelle operazioni contro l’Iran:
Donald Trump a Tgcom24: «Siamo trattati molto male, anche dalla vostra presidente del Consiglio, che si è comportata molto male nei confronti di chi ha speso migliaia di miliardi di dollari per proteggere l’Italia. E poi, quando volevamo semplicemente ottenere una dimostrazione di qualcosa di buono, ci hanno detto di no. Sto parlando della Nato in generale, non solo del vostro Paese. Però lei è stata una delle peggiori… in effetti».
Alla domanda diretta della giornalista su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, il tycoon ha risposto con una formula perentoria che fa tremare le cancellerie europee: «Non te lo voglio dire». Poche ore prima, su Truth, aveva insistito: «Dopo miliardi spesi per la Nato, l’Italia non c’è stata a difenderci dall’Iran. Non va bene».

La risposta di Meloni: silenzio e “orgoglio nazionale” tra gli Alpini
Giorgia Meloni ha deciso di applicare la linea della non-replica per evitare che la faida social si alimenti ulteriormente. La premier è comparsa a sorpresa a Gemona del Friuli per l’adunata degli Alpini dove, tra selfie e strette di mano, ha commentato la situazione con una battuta densa di significato: «Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale». Un chiaro riferimento alla “schiena dritta” mostrata nel rivendicare la sovranità delle basi militari italiane.
Ordine di scuderia per il 2 luglio: l’esecutivo si compatta a Villa Taverna
Per dimostrare che i rapporti storici tra i due Paesi superano le antipatie personali tra i leader, Meloni ha impartito un preciso ordine di scuderia a tutta la squadra di governo: l’esecutivo dovrà presentarsi al completo (o quasi) il prossimo 2 luglio a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore USA a Roma Tilman J. Fertitta, per le celebrazioni dell’Independence Day. L’obiettivo è una imponente photo opportunity per blindare visivamente l’alleanza.
I ministri chiave stanno già riorganizzando le agende:
- Antonio Tajani (Esteri): Inizialmente non previsto a causa di impegni geopolitici, il vicepremier farà un passaggio strategico a Villa Taverna. Tajani ha confermato che i canali diplomatici a livello di ambasciatori sono freneticamente al lavoro per proteggere i dossier chiave (a partire dagli accordi bilaterali sui minerali critici) dopo il congelamento del forum economico di Miami.
- Guido Crosetto (Difesa): Ha definito il rapporto militare con il Pentagono “solidissimo”, aggiungendo una nota di vicinanza all’ambasciatore americano a Roma: «I rapporti sono ottimi e penso che anche lui sia in grande difficoltà in questi giorni». Crosetto ha precisato che l’Italia resta disponibile a pattugliare lo Stretto di Hormuz, ma solo all’interno di una chiara cornice di sicurezza internazionale.
- Matteo Salvini (Infrastrutture): Ha anticipato che nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio verrà concordata un’azione di presenza coordinata a Villa Taverna. Il leader della Lega ha commentato: «Gli attacchi personali non devono sfociare in una compromissione dei rapporti commerciali. Partita chiusa, lavoriamo insieme».
Le reazioni delle opposizioni
Se Matteo Renzi (Italia Viva) ha già confermato che parteciperà al ricevimento del 2 luglio, il resto del centrosinistra attacca la postura della premier. Angelo Bonelli (Avs) ha polemizzato affermando che «l’orgoglio nazionale andava difeso fin dall’inizio della sottomissione a Trump», mentre Riccardo Magi (+Europa) ha formalizzato la richiesta di portare urgentemente la premier a riferire in Parlamento sulle crepe della politica estera italiana.