In occasione dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro di New York, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto un lungo e veemente intervento di circa un’ora. Reclamando i successi economici e sociali della propria amministrazione, il leader statunitense ha delineato le priorità della politica estera e tecnologica americana, affrontando i principali dossier internazionali: dalla crisi con l’Iran alla guerra in Ucraina, fino al ruolo dell’Intelligenza Artificiale e all’attacco diretto al regime cubano.

Iran: “Accordo dopo le midterm o sarà annientamento”
Il passaggio più duro dell’intervento è stato riservato a Teheran. Trump ha posto la leadership iraniana di fronte a un’alternativa radicale:
- L’intesa: Raggiungere un accordo dopo le elezioni di midterm che consenta al Paese di ricostruirsi.
- L’alternativa: L’annientamento rapido della Repubblica Islamica.
“Gli Stati Uniti e l’Iran arriveranno sicuramente a un’intesa. Lo faremo in un modo o nell’altro. Deve essere fatto e deve essere fatto in fretta,” ha dichiarato Trump.
Il presidente statunitense ha rivendicato la distruzione del programma nucleare iraniano e di parte delle sue capacità navali, aeree e missilistiche, accusando Teheran di aver violato il cessate il fuoco e di aver compiuto “sfacciati atti di terrorismo” contro il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb. Definendo il regime “debole e disperato”, Trump ha invitato la comunità internazionale a un completo isolamento economico dell’Iran, assicurando che gli USA forniranno munizioni agli alleati per proteggere le navi commerciali e far scendere i prezzi del petrolio.
Guerra in Ucraina: “Fermare le uccisioni”, ma l’UE resta divisa sulle sanzioni
Alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, Trump ha trattato il conflitto russo-ucraino chiedendo a Vladimir Putin di fermare le ostilità e stimando la perdita di circa 25.000 soldati al mese tra i due schieramenti.
“Ci riusciremo. Accadrà, credo, più rapidamente di quanto la gente pensi. È tempo di fermare le uccisioni,” ha affermato, ricordando di disporre dei poteri sui dazi per favorire la de-escalation e valutando l’approvazione di nuove sanzioni contro il Cremlino.
Sul fronte europeo, mentre l’Unione Europea ha raggiunto un intesa sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’esclusione degli oligarchi dal provvedimento ha scatenato la dura reazione di Kiev, che ha definito l’accordo “una vergogna”.

Scontro su Cuba, attacco alle istituzioni internazionali e “Trump TV”
Nel corso del discorso, la qualificazione di Cuba come “uno Stato completamente fallito” da parte di Trump ha spinto i delegati dell’Avana ad abbandonare l’aula in segno di protesta. Il Presidente USA ha rivelato che il Segretario di Stato Marco Rubio sta conducendo trattative con l’isola, ribadendo che “il comunismo non arriverà mai in America, ma la libertà arriverà a Cuba”.
Trump ha inoltre espresso forti critiche verso le istituzioni multilaterali:
- Corte Penale Internazionale: Definita una “banda di teppisti”.
- UNESCO e burocrazia ONU: Accusate di promuovere l’immigrazione illegale e di voler imporre un governo globale.
- Guterres e Cisgiordania: Nel suo ultimo discorso da Segretario Generale, António Guterres ha invece evocato lo spettro della “pulizia etnica” in Cisgiordania.
Nel frattempo, a seguito del boicottaggio delle principali reti televisive americane scaturito dal bando alla CNN, la Casa Bianca ha ufficialmente lanciato la Trump Tv.
Dalla “Super Intelligenza” al vertice con Xi Jinping
Sul tema tecnologico, Trump ha rigettato gli allarmi sui rischi dell’Intelligenza Artificiale definendoli “bufale” e annunciando che negli USA la tecnologia verrà ribattezzata “Super Intelligenza”:
“Chi vince nella superintelligenza, vince. Incorageremo la superintelligenza, non la limiteremo,” ha dichiarato, sostenendo che gli Stati Uniti manterranno la leadership globale rispetto alla Cina.
Il discorso all’ONU precede l’incontro bilaterale tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, in programma per domani 23 settembre, nell’ottica del confronto economico e geopolitico tra le due potenze.