Nuovi attacchi di Donald Trump all’avversaria alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton. Durante un incontro in Ohio ha detto di temere che le elezioni “saranno truccate”, una affermazione senza precedenti in tempi recenti da parte di un candidato presidenziale. Poi ha detto che Bernie Sanders ”ha fatto un patto con il diavolo” e che “Hillary e’ il diavolo”.
Donald Trump ha detto di “temere” che le elezioni di novembre per la Casa Bianca possano essere “truccate”, parole che non erano mai state usate da un candidato americano alla presidenza. Il magnate repubblicano si e’ spesso lamentato di un sistema “truccato” che ha ostacolato il suo avvento di ‘outsider’ nel firmamento delle primarie. Ma stavolta e’ andato oltre: “Ho paura che le elezioni saranno truccate, devo essere onesto”, ha detto a una folla di sostenitori nell’aula comunale a Columbus in Ohio. Il suo intervento era la prima uscita pubblica dopo il botta e risposta con i genitori del militare musulmano americano morto in Iraq, Khizr e Ghazala Kahn, un confronto a distanza che gli ha attirato le critiche persino dei leader repubblicani. A Colomubus, Trump non ha corroborato la sua insinuazione con alcuna prova. Ma a meno di 100 giorni dalle elezioni per la Casa Bianca, ha di fatto messo in dubbio la legittimita’ del processo democratico.
Bernie Sanders ”ha fatto un patto con il diavolo. Hillary e’ il diavolo”. Lo afferma Donald Trump, sottolineando che Hillary ha ottenuto fondi da regimi che opprimono le donne e i gay, e nonostante questo rifiuta di parlare di islam radicale.
Effetto convention sui sondaggi, che danno in vantaggio Hillary Clinton sul rivale Donald Trump: la candidata democratica gode di un maggiore favore tra gli elettori americani grazie alla sua performance di giovedì 28 luglio, quando ha accettato la nomination per le elezioni presidenziali del prossimo novembre e ha chiesto all’America di non credere a quanto dice il rivale repubblicano. Secondo una rilevazione fatta da Cnn e diffusa ieri nel pomeriggio americano, Clinton conta sul 52% delle preferenze contro il 43% di Trump. Con le preferenze, cresce anche il numero degli americani che crede nelle capacità della candidata democratica di guidare il Paese nella giusta direzione (dal 43% si è passati al 48%); su questo fronte il candidato repubblicano non ha saputo muovere l’asticella. Grazie forse agli interventi alla convention del presidente americano Barack Obama, della first lady Michelle, del vicepresidente Joe Biden e del marito Bill Clinton, più elettori ora dicono che voterebbero per lei non tanto per remare contro Trump ma per darle sostegno. Se a inizio maggio il 48% del campione diceva di volere dare il proprio appoggio all’ex segretario di Stato, ora è il 58% ad essere intenzionato a farlo. E solo il 16% degli intervistati dice che potrebbe cambiare idea tra qui e l’Election Day, il giorno delle elezioni previste l’8 novembre prossimo. Clinton tuttavia non è migliorata nella percezione di persona onesta. Il 34% ora la considera tale, un lieve rialzo dal 30% successivo alla convention repubblicana (che era stata focalizzata proprio nel colpirla su questo fronte). Il dato tuttavia è rimasto allo stesso livello registrato prima delle convention di ambo i partiti. La generale risalita di Clinton comunque conferma il sondaggio arrivato nella mattinata di ieri firmato Cbs News: in quel caso il vantaggio dell’ex segretario di Stato sul miliardario newyorchese era di 7 punti percentuali (46% contro 39%). Una settimana prima, quando la convention repubblicana era finita ma quella democratica doveva ancora iniziare, i due candidati erano in pareggio con un 42% a testa. La rimonta di Clinton era già stata fotografata nel fine settimana scorso da altri sondaggi come quello di Morning Consult, secondo cui Clinton godeva del 43% dei voti in suo favore contro il 40% di Trump.