Donald Trump chiude, almeno per ora, l’ipotesi di un’invasione terrestre in Iran, liquidando le minacce di Teheran come «chiacchiere inutili». In un’intervista telefonica alla NBC News, il Presidente statunitense ha delineato la fase successiva dell’operazione militare, spostando l’attenzione dal campo di battaglia alla ricostruzione politica del Paese, pur confermando che l’intensità dei raid aerei non diminuirà.
Replicando al ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi — che aveva sfidato gli USA dichiarando che Teheran è «pronta ad affrontare un disastroso sbarco nemico» — Trump è stato lapidario: «Inviare truppe di terra sarebbe una perdita di tempo. Hanno già perso la Marina, l’aviazione e tutto ciò che potevano perdere». Secondo il tycoon, la superiorità tecnologica e aerea degli Stati Uniti ha già reso l’Iran incapace di una difesa efficace, rendendo superfluo il sacrificio di soldati americani in un’operazione di terra.
Il Giallo sul nuovo Leader: «Ho già dei nomi»
Il vero obiettivo di Washington sembra essere ora il “post-regime”. Trump ha dichiarato apertamente di voler «ripulire tutto» e di avere già in mente una lista di possibili leader per l’Iran del futuro.
- Nomi secretati: Il Presidente non ha rivelato l’identità dei candidati, ma ha assicurato che si tratta di persone capaci di non far rimpiangere il passato.
- Protezione speciale: Trump ha ammesso che l’intelligence USA sta «tenendo d’occhio» e proteggendo queste figure affinché sopravvivano alla guerra.
- Bocciato il figlio di Khamenei: Il tycoon ha ribadito il suo rifiuto per una successione dinastica, allontanando l’ipotesi Mojtaba Khamenei.
Hormuz diventa «Area di Operazioni Belliche»
Mentre la diplomazia arranca, la crisi economica globale subisce un nuovo colpo. Lo Stretto di Hormuz è stato ufficialmente designato come “area di operazioni belliche”.
- Navi bloccate: Circa 1.000 imbarcazioni, tra petroliere e mercantili, si trovano attualmente paralizzate nelle acque dello stretto, impossibilitate a muoversi per il rischio di attacchi.
- Escalation nel Golfo: Un hotel in Bahrein è stato colpito da raid iraniani; fortunatamente non si registrano vittime, ma l’evento conferma la volontà di Teheran di colpire gli alleati regionali di Washington.
La sfida di Teheran
Nonostante le dichiarazioni di Trump, Abbas Araghchi insiste sulla capacità di resistenza del Paese: «Li stiamo aspettando. Siamo certi di poterli affrontare». Una retorica che la Casa Bianca definisce ormai «sprecata», convinta che il collasso delle strutture militari iraniane sia ormai un dato di fatto.