Ritornano in auge i cambiavalute In Italia. A distanza di molti anni dal passaggio all’euro e con la ripresa del turismo extra Ue il numero di sportelli è cresciuto del 7,5% nell’ultimo anno passando da 282 a 303. Il maggior numero di uffici per il cambio valuta è concentrato a Roma: ben 69 vale a dire circa il 23% del totale. Alle spalle della Capitale si trovano Venezia (34), Milano (28), Napoli (26) e Firenze (24). In queste 5 città si concentra quasi il 60% degli sportelli, gli uffici con i caratteristici tabelloni elettronici che indicano in 6 lingue le condizioni del servizio con commissioni, costo fisso e tasso di cambio del giorno per ciascuna valuta.
In Italia oggi, al registro dei cambiavalute istituito dall’OAM (Organismo competente in via esclusiva ed autonoma per la gestione degli Elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi) sono iscritti attualmente 103 operatori. “Per i turisti che arrivano nel nostro Paese – afferma Fabrizio Signorelli, titolare di Best and Fast Change, secondo operatore del settore nel nostro Paese – cambiare la loro valuta in banca è impossibile. Gli istituti di credito non effettuano più questo servizio perché non è redditizio e riducendo il personale si limitano ad offrirlo ai soli correntisti. La nostra attività è ormai insostituibile”. “Abbiamo interpellato nei mesi scorsi – racconta – 50 filiali dei principali 30 istituti di credito presenti a Firenze, Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bolzano, Bergamo e Bari. Il 96% ci ha risposto che non cambia le valute straniere se non ai propri clienti e comunque per un numero di valute molto limitato. Non sono mancati esempi di banche, che offrono il servizio tramite gli sportelli dei cambiavalute. Il cliente prenota la valuta tramite il servizio online della banca e poi ritira il denaro presso lo sportello del cambiavalute indicato. Il giro, dunque, finisce sempre da noi”.
E’ vero che il diffondersi delle carte di credito rende meno necessario cambiare le valute straniere ma per le piccole spese c’è ancora bisogno del contante e per le monete di alcuni Paesi la conversione della valuta è davvero complicata. Secondo Signorelli “offrendo questa prestazione ai turisti si favorisce l’economia dei luoghi visitati e lo sviluppo del TURISMO di cui il nostro Paese ha tanto bisogno”. La regione che vanta il maggior numero di sportelli operativi è il Lazio (più del 25%, con Roma protagonista assoluta); seguono Lombardia con il 18% (oltre la metà a Milano), il Veneto con il 13% (principalmente a Venezia), la Toscana con il 12,4% e la Campania con il 10,3%. Negli anni ’90, quando nacquero in Inghilterra i primi cambiavalute, le commissioni per il cambio di valuta erano intorno al 12-14% ma con l’ingresso dell’euro, il calo del lavoro, la chiusura di diverse società e l’incremento esponenziale degli affitti nei centri turistici, aeroporti e stazioni, le commissioni sono arrivate a circa il 20%.