Una pioggia di fuoco senza precedenti si è abbattuta nella notte sull’Ucraina. Le forze aerospaziali russe hanno sferrato un colossale attacco combinato investendo la capitale Kiev e altre 38 località in tutto il Paese, provocando un bilancio provvisorio drammatico: almeno 11 morti e 105 feriti, oltre a incendi devastanti e blackout diffusi.
Il Cremlino ha descritto l’offensiva come una «ritorsione agli attacchi terroristici del regime di Kiev», dichiarando di aver preso di mira e centrato con successo impianti dell’industria della difesa, infrastrutture per i trasporti, depositi di carburante e aeroporti militari.
I numeri del raid: l’Aeronautica di Kiev intercetta 600 droni
Secondo i dati ufficiali forniti dall’Aeronautica militare ucraina, la flotta russa ha messo in campo uno sforzo logistico spaventoso, utilizzando armi a lungo raggio a guida di precisione impiegate da vettori aerei, terrestri e navali, inclusi i letali missili ipersonici:
- Vettori lanciati: 656 droni d’assalto (modello Shahed) e 73 missili (tra crocieristici, balistici e ipersonici).
- Vettori abbattuti: Lo scudo della contraerea ucraina ha intercettato e neutralizzato 602 droni e 40 missili.
- L’impatto sul terreno: Nonostante l’alto tasso di abbattimento, 30 missili balistici (i più difficili da bloccare), 3 missili da crociera e 33 droni sono riusciti a penetrare le difese, devastando infrastrutture in ben 38 località.
La mappa del terrore: strage a Dnipro e blackout a Kiev
L’attacco ha colpito il cuore politico ed economico della nazione. I danni principali e le vittime si concentrano in due aree chiave:
- Kiev: La capitale è stata bersaglio di un attacco combinato durato ore. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato 4 morti e decine di feriti. Si registrano incendi e blackout elettrici in 7 distretti cittadini.
- Dnipro: È la città dell’Ucraina centrale che ha pagato il prezzo di sangue più alto. Le autorità locali hanno estratto dalle macerie i corpi di 7 vittime, mentre i feriti sono almeno 36, molti dei quali versano in gravissime condizioni negli ospedali.
- Kharkiv e altre regioni: La seconda città del Paese è stata investita da 15 droni e 2 missili che hanno ferito dieci persone, tra cui una ragazzina di 11 anni. Forti esplosioni e raid sono stati segnalati anche nelle regioni di Zaporizhzhia, Poltava, Khmelnytsky e Sumy.
La risposta ucraina: colpita per la 16ª volta la raffineria russa di Ilsky
Nelle stesse ore, le forze di Kiev hanno risposto sguinzagliando sciami di droni oltre il confine, all’interno del territorio della Federazione Russa. Mosca ha dichiarato di aver intercettato e distrutto ben 148 droni ucraini in diverse regioni (tra cui Belgorod, Bryansk, Kursk – dove si registra un civile morto –, Rostov e in Crimea).
Tuttavia, l’intelligence di Kiev ha messo a segno un colpo strategico nel distretto meridionale della Russia:
Impatto energetico: Un drone ucraino ha centrato in pieno la raffineria di petrolio di Ilsky, nella regione di Krasnodar, provocando un vasto incendio. Si tratta del sedicesimo attacco dall’inizio del conflitto contro questo impianto strategico, collegato al sistema di oleodotti Transneft, che vanta una capacità di raffinazione di ben 6,6 milioni di tonnellate di greggio all’anno.