Durante il Forum Economico Orientale, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato la possibilità di giungere a colloqui di pace costruttivi sul conflitto in Ucraina, muovendo però contemporaneamente pesanti accuse nei confronti di Kiev per presunte minacce e attacchi contro navi ed aerei civili russi, definiti «atti di terrorismo di Stato». Parallelamente si registra una forte escalation diplomatica tra Germania e Russia.
Le dichiarazioni di Putin e la risposta dell’Unione Europea
Il leader del Cremlino ha aperto a soluzioni pacifiche ma ha condizionato il dialogo all’atteggiamento ucraino e occidentale:
- Colloqui e mediazioni: Putin ha ringraziato Paesi come Stati Uniti e Cina per l’attenzione riservata al conflitto, ricordando il costante confronto con Xi Jinping, ma ha ribadito che l’accordo deve essere trovato «innanzitutto dai Paesi coinvolti».
- Accuse a Kiev: Secondo Mosca, il dirottamento di navi mercantili e le minacce al traffico aereo civile ostacolano le trattative e configurano responsabilità per chi sostiene l’Ucraina.
- La posizione dell’UE: Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, da un bilaterale in Bulgaria ha replicato che le intimidazioni russe non scalfiranno il sostegno a Kiev: «È ora di un vero cessate il fuoco e di avviare reali negoziati di pace. L’Europa intensificherà la pressione su Mosca».
Lo scontro diplomatico Germania-Russia
La tensione tra Berlino e il Cremlino si è inasprita a seguito delle accuse formali rivolte dalla Germania a Mosca per l’attacco con droni esplosivi avvenuto presso l’aeroporto di Lipsia.
| Paese | Misure e Reazioni Politico-Diplomatiche |
| Germania (Cancelliere Friedrich Merz) | Annunciata la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn dal 18 settembre, la risoluzione del contratto con la Casa Russa a Berlino, la chiusura del Centro Culturale Russo e uno stringente inasprimento dei controlli d’ingresso per i cittadini russi. |
| Russia (Min. Esteri Lavrov / Cremlino) | Il Cremlino ha liquidato le mosse di Merz come tentativi «goffi» di raccogliere consensi interni. Il ministro Lavrov ha annunciato per ritorsione la chiusura delle sedi del Goethe-Institut in Russia. Il portavoce Peskov ha tuttavia precisato che Mosca non intende promuovere un declassamento formale delle relazioni diplomatiche. |