Si muove sull’asse Mosca-Washington il complicato mosaico diplomatico della guerra in Ucraina. La clamorosa e accorata lettera inviata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky direttamente all’omologo russo Vladimir Putin – un tentativo di avviare un canale bilaterale di pace a prescindere dalle future mediazioni statunitensi – ha incassato la freddezza del Cremlino, trovando invece un’inattesa sponda nei commenti di Donald Trump.
Nel frattempo, sul piano geopolitico e militare, la tensione resta altissima: a Washington il Congresso si ribella alla linea della Casa Bianca, mentre nei cieli del Baltico i caccia della NATO intercettano una massiccia flotta di velivoli russi.
La freddezza del Cremlino e l’ottimismo di Trump
La proposta di Kiev di un incontro diretto non ha modificato la rigida postura di Mosca, che continua a dettare le proprie condizioni dall’alto del Forum Economico di San Pietroburgo:
- La replica russa: Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è limitato a ricalcare le dichiarazioni fatte da Putin alla stampa internazionale: «Zelensky può venire a Mosca in qualsiasi momento». Una formula diplomatica già utilizzata in passato che non apre a un reale compromesso, ma suona come un invito alla resa.
- Il commento di Trump dallo Studio Ovale: Di tutt’altro tenore la reazione del presidente americano, che ha rivendicato i meriti della propria pressione diplomatica:
Donald Trump: «Sono lieto che stiano finalmente parlando di un incontro. Penso che la nostra amministrazione abbia avuto un ruolo cruciale in questo e sarebbe fantastico se si incontrassero. Se ciò dovesse accadere, sia l’Ucraina che la Russia dovranno scendere a compromessi. Ho proposto io stesso questi compromessi. Devono fermarsi: solo il mese scorso sono state uccise 25mila persone. Soldati, soprattutto soldati, ma c’erano anche molti civili».
Nuovo “schiaffo” del Congresso a Trump: approvati aiuti a Kiev e sanzioni a Mosca
Mentre il tycoon spinge per il negoziato e la fine delle ostilità, Capitol Hill ha sferrato un durissimo colpo politico alla strategia della Casa Bianca. Dopo il voto contrario alla guerra in Iran, una frangia di oltre una dozzina di parlamentari repubblicani ha sfidato la propria leadership, unendosi ai democratici per approvare a larga maggioranza (226 sì contro 195 no) un massiccio pacchetto di aiuti militari a Kiev.
Si tratta della prima grande misura filo-ucraina del secondo mandato di Trump, che introduce contestualmente pesantissime sanzioni di blocco sulle esportazioni di petrolio e gas russo, limitando di fatto lo spazio di manovra economica e diplomatica del Presidente.
Lavrov gela le speranze: «La nostra sarà un’era di lunga durata»
A confermare che la svolta diplomatica sia ancora lontana e che Mosca punti al successo sul campo (dove si registrano furiosi e sanguinosi scontri nel settore chiave di Pokrovsk), è intervenuto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. In un’intervista a Izvestia, il capo della diplomazia del Cremlino ha blindato gli obiettivi dell’invasione:
Sergei Lavrov: «L’era attuale è interessante e non ho dubbi che sarà un’era di lunga durata. Faremo tutto il possibile per difendere i nostri interessi su vari fronti in ogni specifica fase, ogni giorno nel nostro lavoro pratico: da quello finanziario, economico e tecnologico a quello dell’operazione militare speciale, perché molto dipenderà da essa. Il raggiungimento totale di tutti i nostri obiettivi militari rafforzerà significativamente la posizione della Russia sulla scena internazionale».
Alta tensione nei cieli del Baltico: i Rafale francesi intercettano 11 aerei russi
A riprova del fatto che il perimetro del conflitto lambisce costantemente i confini dell’Alleanza Atlantica, il portavoce delle forze armate francesi, il colonnello Guillaume Vernet, ha reso noto che nell’ultima settimana i caccia transalpini schierati in Lituania nell’ambito della missione NATO di pattugliamento aereo (Baltic Air Policing) hanno dovuto compiere numerose intercettazioni d’emergenza.
Una vera e propria flotta della Federazione Russa formata da ben undici aerei militari stava operando all’interno dello spazio aereo sensibile senza aver depositato alcun piano di volo e con i contatti radio totalmente spenti. I caccia Rafale francesi hanno affiancato e scortato fuori dall’area di sicurezza un campionario completo dell’aviazione russa: tre aerei da trasporto e logistica (Il-18, Antonov An-12, Ilyushin Il-76), un velivolo da ricognizione statistica (Antonov An-30) e ben sette caccia da combattimento armati (quattro Su-30, un Su-35, un Su-24 e un Su-34).
Intanto la Camera americana ha approvato un provvedimento bipartisan per fornire nuovi aiuti, fino a 8 miliardi di dollari all’Ucraina e a imporre sanzioni sui settori dell’energia e delle finanze della Russia, in netto contrasto con l’approccio dell’amministrazione Trump al conflitto. La misura passa ora al Senato.