Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso un rinnovato ottimismo sui negoziati di pace per l’Ucraina. Durante il tradizionale discorso in occasione della grazia presidenziale ai tacchini per il Giorno del Ringraziamento, Trump ha dichiarato che le parti sarebbero “molto vicine a un accordo.” Gelo da Mosca. Il ministro degli Esteri Lavrov stronca il documento mediato dagli europei, ma ad Abu Dhabi proseguono le trattative tra la delegazione americana guidata da Driscoll e quella russa.
“Penso che siamo molto vicini a un accordo. Vedremo, stiamo facendo progressi. Non è facile, ma penso che ci arriveremo,” ha ribadito il Presidente americano. L’ottimismo di Washington ha trovato una sponda nel Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che si è detto “pronto a fare progressi” sul piano di pace proposto dall’Amministrazione USA.
Tuttavia, Zelensky ha posto una condizione cruciale: l’incontro con Trump per discutere i “punti sensibili” del piano dovrebbe includere anche gli alleati europei. L’Ucraina spinge affinché l’Europa elabori anche un “accordo quadro per l’invio di una forza di rassicurazione” e continui il sostegno a Kiev finché Mosca non dimostrerà una reale volontà di pace.
Il Capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, ha espresso ad Axios l’urgenza di un incontro a Washington “il prima possibile,” possibilmente prima della fine del Giorno del Ringraziamento, affinché Trump possa “continuare la sua missione storica per porre fine a questa guerra.”
Mentre Washington e Kiev si dicono pronte, gli alleati europei mantengono un approccio più cauto, lamentando la scarsa disponibilità russa. Il Presidente francese Emmanuel Macron, dopo la videoconferenza con i Paesi della coalizione dei volenterosi, ha tagliato corto: “Chiaramente non c’è alcuna volontà russa di accettare un cessate il fuoco oggi.” Macron ha aggiunto che Mosca non ha mostrato neanche la volontà di discutere il piano USA nella versione modificata a seguito dei colloqui di Ginevra, rendendo necessario continuare a fare pressioni.
Il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha ribadito su X l’impegno dell’UE: “I nostri colloqui… ribadiscono il nostro impegno a continuare a esercitare pressioni sulla Russia e a sostenere l’Ucraina politicamente, economicamente e militarmente.”
Il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, durante la call con i Paesi volenterosi, ha evidenziato che le garanzie di sicurezza “sono una componente fondamentale” di qualsiasi accordo di pace. Rubio ha sottolineato come sia l’Ucraina che la Russia necessitino di “chiarezza” sulla natura di tali garanzie per poterne determinare la fattibilità. Tutti gli attori concordano sulla necessità di formalizzare un piano “sulla carta” per consentire al processo di pace di progredire.