La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen la preannunciata lettera per chiedere ufficialmente che le regole di bilancio UE e i tetti alla spesa netta tengano conto dell’impatto straordinario dell’inflazione e dei costi energetici su famiglie e imprese.
La missiva formalizza le sollecitazioni già avanzate dall’esecutivo italiano, ponendo la questione in vista della prossima riunione dell’Ecofin.
La diagnosi economica: shock energetico e tetti nominali rigidi
Nella lettera, la Premier traccia un quadro severo della congiuntura economica globale ed europea:
- Involuzione dei mercati energetici: Meloni sottolinea come le speranze di una rapida risoluzione delle tensioni in Medio Oriente siano sfumate, portando il prezzo del greggio in euro a un +80% da inizio anno e quello del gas naturale a un aumento del 156%.
- Il paradosso del tetto di spesa nominale: Il vincolo alla crescita della spesa netta concordato nei piani di bilancio è fissato in termini nominali. Di conseguenza, non contempla l’aumento dei costi pubblici “automatici” indicizzati all’inflazione – come la spesa pensionistica, che in Italia impatta per il 20,4% del PIL – legati a meccanismi fuori dal controllo dei governi.
- L’impossibilità di usare il gettito extra: L’incremento delle entrate da imposte indirette generato dall’inflazione non può essere impiegato per misure di sostegno fiscale senza essere conteggiato come variazione discrezionale delle entrate, limitando lo spazio di manovra dei Governi.
La richiesta a Bruxelles: valutazione ex-ante all’Ecofin
Pur confermando l’impegno dell’Italia sul rispetto della sostenibilità del debito e della procedura per disavanzi eccessivi, Meloni sollecita un intervento interpretativo da parte della Commissione:
“Riteniamo che il quadro di bilancio lasci alla Commissione europea il margine per tenere conto di questi fattori rilevanti nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa nell’esame dei prossimi progetti di piano di bilancio. È una questione urgente che dovrebbe essere discussa dai ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN.”