L’Arena di Verona ha ospitato l’ultimo, trionfale atto de “L’ultima notte rosa the final tour” con un sold out da diecimila spettatori, ma per Umberto Tozzi la decisione è definitiva: il sipario calerà. “Ogni cosa ha il suo tempo”, ha dichiarato l’artista incontrando la stampa a Milano, annunciando un ultimo giro di concerti nel 2026 prima di ritirarsi dalle esibizioni dal vivo.
Nonostante l’affetto del pubblico, simboleggiato da un cartellone in platea a Verona che lo implorava con un semplice “Ripensaci”, Tozzi non ha mostrato ripensamenti: “Sono contento di finire in questo modo e ripensamenti dal vivo, per il momento, non ce ne sono.”
Il gran finale sarà scandito da 12 concerti che toccheranno l’Italia e l’estero. Le date sono simbolicamente divise: sette nel nostro Paese, come le lettere del suo nome, e cinque all’estero, come quelle del cognome. Il tour prenderà il via il 5 marzo 2026 da Eboli e l’ultima data, ha garantito il cantautore, sarà la ‘I’ di Tozzi. “A essere sincero,” ha aggiunto, “qualcuno venuto ai miei concerti mi ha detto che non sembra il finale di una carriera, ma sono fiero di riuscire a terminarla in questo modo. Con questo tour ho ricevuto più di quello che potessi aspettarmi.”
La carriera cinquantennale di Tozzi, costellata di successi mondiali come “Ti Amo” (1977) e “Gloria” (la cui versione è finita nel film Flashdance), è stata celebrata ieri sul palco di Verona con la partecipazione di colleghi del calibro di Raf, The Kolors, Hauser e Laura Pausini.
Durante la serata veronese, trasmessa prossimamente su Canale 5, c’è stato spazio anche per un inedito, “Vento d’aprile”, uno dei cinque nuovi brani inclusi nel doppio disco dal vivo in uscita il 28 novembre. Il pezzo è dedicato a Elisa, una bambina scomparsa nel 2020 per una rara forma di leucemia, e i proventi dello streaming saranno devoluti alla Fondazione AIRC.
Guardando al futuro, Tozzi ha rivelato progetti extra-musicali e un’ambizione non ancora realizzata: “Mi piacerebbe molto scrivere una colonna sonora, non me l’ha mai chiesto nessuno.” Ha anche espresso il desiderio di trasformare il suo ultimo tour in un documentario.
L’artista non nasconde l’emozione legata all’abbandono del palco, il luogo che è “sempre stato il più divertente di tutto il viaggio che facciamo nella carriera. È lì che abbiamo l’energia che cancella tutta la fatica.” Tuttavia, i nuovi progetti sono sufficientemente stimolanti da riempire “il vuoto di non andare più in tour.”
A proposito di futuro e nuovi talenti, Tozzi ha lanciato un monito al panorama musicale attuale, affermando di non vedere “nuove personalità vocali, non c’è più una voce originale. Per questo mi auguro che emergano nuovi cantautori con nuove voci e testi.”
Il cantautore ha ricordato infine il successo inatteso che ha valicato i confini: “Ai miei tempi un artista non avrebbe mai pensato che la sua musica potesse arrivare alla frontiera di Chiasso… Invece ‘Ti amo’ varcò i confini prepotentemente e inaspettatamente.” Proprio quella voce, che all’inizio non gli piaceva, lo ha portato nel 1982 a ritirare il Golden Globe per 27 milioni di copie vendute in cinque anni di carriera. Un’eredità che si prepara a celebrare con questi ultimi, attesissimi, 12 concerti.