Dopo le dimissioni di Tancredi e l’inchiesta giudiziaria, il sindaco torna al lavoro: “Le mie dimissioni non converrebbero a nessuno”. Duro il commento della Lega.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, riprende il lavoro dopo il “terremoto giudiziario” che ha coinvolto l’ormai ex assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, per il quale la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Sala, che oggi ha inaugurato lo SmartCityLab e ha registrato nuove nascite di bambini figli di due mamme, ha annunciato il passaggio temporaneo delle deleghe alla vicesindaca Anna Scavuzzo. La scelta del successore di Tancredi, atteso domani in Tribunale per l’interrogatorio di garanzia, non sarà immediata.
“Non mi spingerei a dire che decidiamo in settimana, per due settimane, voglio fare la scelta giusta e con calma”, ha spiegato Sala ai cronisti, visibilmente provato ma determinato a proseguire il suo mandato. Una decisione presa anche perché, a suo dire, “le mie dimissioni non avrebbero fatto comodo a nessuno: né al centrosinistra, ma neanche al centrodestra”.
Il sindaco ha ringraziato Tancredi per il “grande lavoro”, esprimendo profonda stima: “Credo molto nella sua onestà e mi spiace per come sia finita”. Riguardo al rapporto con il Partito Democratico, principale “azionista” della sua giunta, Sala lo definisce “solido” e destinato a rimanere tale, a patto che “nessuno, da entrambe le parti, penserà di poter cambiare le regole di ingaggio”. Ha aggiunto: “È evidente che bisogna parlarsi, ascoltarsi. Io a volte taglio un po’ le curve, vado in fretta, ma d’altro canto penso che la mia indipendenza sia stata un valore per tutti e dovrà continuare a essere così”.
A stretto giro la replica di Alessandro Capelli, segretario del PD Milano metropolitana, che ha confermato la solidità del rapporto, pur sottolineando l’importanza di un “maggiore coinvolgimento dei Partiti della coalizione e, soprattutto, segnali concreti di cambiamento su alcuni aspetti della città”.
Non sono mancate le critiche dall’opposizione. La Lega ha definito la scelta di Scavuzzo “non una scelta, ma l’ennesima vergogna di una Giunta incapace di governare”. Anche il consigliere dei Verdi, Carlo Monguzzi, si è detto critico, vedendo nella delega temporanea “un segnale opposto alla discontinuità”.
Sullo spinoso fronte della vendita dello stadio di San Siro, il sindaco ha ribadito la volontà di procedere, rispettando la “deadline del 10 novembre”. “Io confermo che procederemo, quando avremo messo a posto tutto, e poi porteremo la decisione in Consiglio. Entro fine settembre bisognerà che il Consiglio si esprima se vogliamo rispettare, come mi pare doveroso, il vincolo posto dalla Sovrintendenza”, ha concluso Sala.