“Le valutazioni dell’intelligence riguardo alle interferenze russe nelle elezioni non sono cambiate”. Così un portavoce della Cia ha confermato che il suo direttore, Mike Pompeo, “conferma” le posizioni contenute nel rapporto, diffuso lo scorso gennaio, in cui si concludeva che vi erano state delle attività di interferenza da parte della Russia. La dichiarazione è arrivata dopo che Donald Trump, riferendo ai giornalisti dei suoi colloqui con Vladimir Putin a margine del summit in Vietnam durante il quale il presidente russo gli ha ribadito la sua completa estraneità, ha bollato come “incompetenti politicizzati” i precedenti leader della intelligence community che sono arrivati a quelle conclusioni. “Abbiamo Brennan, Clapper e Comey”, ha detto riferendosi all’ex direttore della Cia, John Brennan, all’ex direttore del National Intelligence, James Clapper e l’ex direttore dell’Fbi, James Comey. “Ora è stato provato che Comey è un bugiardo e che ha diffuso materiale riservato”, ha aggiunto riferendosi poi all’ex capo dell’Fbi da lui licenziato.
Per Donald Trump il presidente russo Vladimir Putin è sincero quando nega ogni interferenza nelle elezioni presidenziali del 2016 che lo hanno portato alla Casa Bianca. Ma a Washington il direttore della Cia, Mike Pompeo, ha ribadito la posizione dell’intelligence americana, secondo cui Mosca interferì nella campagna elettorale, tanto che il dipartimento della Giustizia ha affidato l’indagine al procuratore speciale Robert Mueller. “Lui (Putin) ha detto di non essersi immischiato. Glielo ho chiesto di nuovo”, ha raccontato oggi alla stampa Trump, durante il volo verso Hanoi. Dopo il nulla di fatto per un incontro bilaterale, i leader di Stati Uniti e Russia hanno avuto tre brevi scambi di battute a margine del vertice Apec tenuto nella città vietnamita di Danang. Alla domanda se creda al presidente russo, l’inquilino della Casa Bianca ha risposto: “Ogni volta che mi vede, mi dice che non si è immischiato e credo davvero che quando me lo dice lo pensi davvero. Penso che si senta offeso da queste accuse. E questo non è buono per il nostro Paese. Non posso stare lì a discutere con lui, devo discutere di Siria a Ucraina”.
Secondo Trump le accuse di interferenza russa sarebbero “opera dei democratici”, ma interpellato dalla Cnn, Pompeo ha ribadito la posizione “della comunità di intelligence americana, secondo cui la Russia cercò di interferire nelle elezioni”. Da parte sua, Putin ha definito “estremamente corretto e amichevole il comportamento del presidente americano”, sebbene “i rapporti tra Russia e Stati Uniti non siano ancora usciti dalla crisi”, anche se Mosca è “pronta a voltare pagina e a guardare avanti”. Nel corso dei brevi incontri avuti in Vietnam, i due leader hanno comunque annunciato un’intesa per una soluzione alla crisi siriana, confermando “il loro impegno a garantire la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale” del Paese e invitando le parti in conflitto a partecipare ai negoziati di pace patrocinati dall’Onu a Ginevra. Non hanno invece discusso della crisi nordcoreana, nè di Ucraina.