La chiusura del ciclo di Davos ha portato con sé un drastico cambio di paradigma strategico. Mentre l’Europa è ancora scossa dalle parole di Trump sugli alleati, il Pentagono ha ufficializzato il documento che riscrive le regole del gioco per i prossimi anni.
Il Pentagono lancia la dottrina “Western Hemisphere First”: difesa del territorio nazionale sopra ogni cosa. La Russia definita minaccia «gestibile», la Cina si combatte con la forza ma senza scontro.
Inviata via e-mail nel silenzio di un venerdì sera flagellato dalle bufere di neve sulla costa Est, la nuova National Defense Strategy (NDS) del Pentagono segna il definitivo tramonto dell’era dell’interventismo globale a guida NATO. Il documento, fedele alla linea di Donald Trump, ribalta le priorità decennali della politica estera americana, mettendo nel mirino il declino del peso economico europeo.
Le 4 Priorità della Nuova Dottrina
Il Pentagono stabilisce una gerarchia rigida, dove l’emisfero occidentale torna a essere il fulcro strategico:
- Difesa della Nazione: Protezione dei confini, contrasto al narcotraffico e sicurezza dello spazio aereo. È la priorità assoluta.
- Deterrenza verso la Cina: Contenimento nell’Indo-Pacifico basato sulla “forza” militare, ma con l’esplicito obiettivo di evitare il confronto bellico diretto.
- Burden Sharing (Ripartizione degli oneri): Gli alleati devono pagare di più. Washington non accetterà più di farsi carico della sicurezza di partner che “non contribuiscono equamente”.
- Base Industriale: Potenziamento della produzione bellica interna per ridurre le dipendenze dall’estero.
Lo schiaffo all’Europa: «Siete in calo»
Per i partner europei, il documento è una doccia gelida. Sebbene l’Europa rimanga “importante”, il Pentagono scrive nero su bianco che la sua quota di potere economico globale è minore e in diminuzione.
- Russia: Definita una minaccia «persistente ma gestibile». Un declassamento rispetto al passato: per Washington, la difesa dei confini orientali della NATO spetta ora principalmente agli europei.
- Isolazionismo? Il documento nega questa tendenza, definendosi piuttosto “pragmatico”, ma il messaggio è chiaro: gli USA si occuperanno del proprio “giardino di casa” (l’emisfero occidentale), finora considerato «trascurato».
La reazione dell’Italia: tra diplomazia e dignità
Mentre il Regno Unito è in fiamme per le accuse di “codardia” lanciate da Trump (ira di Starmer e del Principe Harry), il governo italiano mantiene una linea di equilibrio critico.
- Il fronte interno: Le opposizioni (PD) accusano il governo Meloni di essere “vassallo” di Trump e di abbassare la testa davanti ai suoi deliri, specialmente dopo il declassamento dell’Europa nella nuova NDS.
- La posizione del Governo: Roma difende il valore dei suoi soldati. Pur non cercando lo scontro frontale come Starmer, dal Ministero della Difesa e dalla Farnesina filtra un richiamo all’orgoglio per il sangue versato dagli italiani in Afghanistan (53 caduti), ricordando che la missione fu una risposta comune all’attacco agli USA.
La pubblicazione “furtiva” del documento durante una tempesta di neve non ne nasconde la portata rivoluzionaria. Gli USA si stanno ritraendo per proteggere se stessi, chiedendo al contempo all’Europa di diventare adulta e autonoma militarmente. È la fine dell’ombrello americano gratuito.