I presidenti statunitense e russo, Donald Trump e Vladimir Putin, hanno parlato per la prima volta da quando l’americano si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio. Nell’attesa telefonata, durata quasi 50 minuti, secondo il Cremlino i due presidenti hanno concordato di lavorare a più stretto contatto e rafforzare le relazioni economiche e non, prevedendo di collaborare contro lo Stato islamico. Il colloquio è visto come un test su come la relazione tra i due Paesi sarà ripensata e riequilibrata, alla luce delle reciproche aperture dimostrate dai due presidenti.
I critici di Putin, negli Usa e in Europa, hanno espresso scetticismo e timori, soprattutto per la possibilità che per migliorare le relazioni con la Russia Trump riveda impegni presi in precedenza, tra cui le sanzioni imposte su Mosca a causa dell’annessione della Crimea e della situazione in Ucraina. Prima che emergessero dettagli sui contenuti, il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha diffuso online una fotografia del presidente al telefono della scrivania dello Studio ovale. Con lui, il vice Mike Pence, il capo dello staff Reince Priebus, il consigliere alla Sicurezza nazionale Michael Flynn, l’alto consigliere Steve Bannon e il portavoce Spicer. Ancora venerdì, Trump non aveva voluto escludere la possibilità di rinunciare a quelle sanzioni. “E’ molto presto per parlarne”, aveva detto, “vedremo che cosa accadrà”. La nota diffusa dal Cremlino dopo la telefonata non ha fatto accenno alle misure in vigore nei confronti di Mosca. L’unico rimando alla questione, secondo il testo diffuso da RussiaToday, è sul fatto che “aspetti principali della crisi ucraina sono stati affrontati”.
Il tema chiave, secondo quanto reso noto dalla Russia, è stata la lotta contro il gruppo terrorista dello Stato islamico, priorità per entrambi i Paesi. “I presidenti – si legge nel comunicato – si sono espressi a favore di stabilire un reale coordinamento tra le azioni statunitensi e russe, per sconfiggere l’Isis e le altre organizzazioni terroriste in Siria”. Tra gli altri temi, secondo il Cremlino, sono stati discussi l’importanza del ripristino dei legami economici e delle relazioni tra i due Paesi: “Entrambe le parti hanno dimostrato una spinta per un attivo lavoro congiunto per stabilire e sviluppare la collaborazione russo-americana”. Hanno anche affermato di volere una “collaborazione da alleati” su questioni globali come l’Ucraina, il programma nucleare iraniano, le tensioni nella penisola coreana e il conflitto arabo-israeliano. Inoltre, i due presidenti hanno espresso il desiderio di “mantenere contatti personali regolari” e hanno dato mandato ai loro team di “lavorare sulle possibili date e luoghi di un loro incontro di persona”. Prima della telefonata il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva escluso la possibilità di un incontro a breve tra i due leader, spiegando che Trump sarà molto impegnato negli affari interni nelle sue prime settimane da presidente. Già quando Putin aveva telefonato al suo omologo statunitense per congratularsi per la sua vittoria elettorale dell’8 novembre, entrambi aveva auspicato un miglioramento delle relazioni tra Washington e Mosca, che sono al loro punto più basso dalla fine della Guerra fredda. Entrambi condividono ora le critiche all’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che poco prima di lasciare la Casa Bianca ha approvato una nuova raffica di sanzioni contro il Cremlino per la sua presunta interferenza nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti.