Una prima serata ad altissima tensione che certifica la nascita di un nuovo, agguerrito polo a destra del governo. Per la sua prima assoluta da ospite nel salotto televisivo di Otto e Mezzo, il generale Roberto Vannacci ha scelto una camicia di lino a righe, scarpe sportive e un campionario di risposte al vetriolo che ha incendiato il dibattito politico.
Mentre a Milano i militanti del suo neonato movimento, Futuro Nazionale, si riunivano in un pub per un “AperiVannacci” davanti a un maxischermo con birra e patatine, a Roma il generale si godeva il traguardo dei 100.000 iscritti, lanciando i veri e propri guanti di sfida ai leader del centrodestra in vista dell’assemblea costituente del partito.
Il grido di battaglia: «Voglio una sporca dozzina»
Incalzato da Lilli Gruber sui massicci flussi di fuoriusciti che in questi giorni stanno abbandonando la Lega e Fratelli d’Italia per confluire nella sua nuova creatura politica, il generale ha rivendicato con orgoglio la natura “anti-sistema” della sua squadra, citando il celebre film di guerra del 1967:
Roberto Vannacci: «I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza nei canali tradizionali, e a me sta benissimo così. Io voglio “quella sporca dozzina”. Recluto uomini pronti a tutto che la politica ortodossa ha scartato. Non siamo estrema destra, siamo la destra autentica».
Il siluro a Giorgia Meloni: «Ha perso la rotta»
Vannacci non ha risparmiato la presidente del Consiglio, pur riconoscendo una vicinanza ideale di partenza. Un attacco frontale che fotografa lo stallo del programma del governo, reduce dal recente e clamoroso passo indietro sulla riforma dei medici di base:
Roberto Vannacci: «Con la presidente Meloni ho tantissime idee in comune, il problema insormontabile è stato come metterle a terra. Questo esecutivo è paralizzato da troppe riforme promesse e mai realizzate. Meloni dice di essere di destra? Probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più nei fatti. Vannacci è il sestante che fa il punto nave e ha il compito di riportare sulla giusta rotta una destra italiana che ha completamente perso la trebisonda».
Il leader di Futuro Nazionale ha tracciato le sue “linee rosse” invalicabili: sicurezza totale, remigrazione dei clandestini e smantellamento del Green Deal europeo.
Fuoco incrociato: l’affondo a Salvini e il veleno su Forza Italia
I passaggi più duri dell’intervista hanno riguardato però gli ex alleati di coalizione, a partire dal vicepremier leghista:
L’attacco a Marina Berlusconi riaccende le polveri della polemica scoppiata nei giorni scorsi sulla responsabilità civile dei magistrati, caldeggiata dalla presidente di Fininvest. «Spiegherà a che titolo parla, visto che non ha ruoli politici», ha sferzato il generale. «Se parla come finanziatrice di Forza Italia, allora prendiamo ufficialmente atto che quel partito è teleguidato dai salotti finanziari».
Il rebus alleanze
Nel fine settimana Futuro Nazionale presenterà il suo programma ufficiale, ma sul posizionamento strategico il generale preferisce blindarsi nel pragmatismo: «Al momento un accordo strutturale con il centrodestra non è all’ordine del giorno. Le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni del 2027, ma noi non chiudiamo le porte a nessuno».