Una seduta da dimenticare per le Borse mondiali. La guerra dei dazi entra nel vivo, con la Cina che ha annunciato tariffe al 34% su tutte le importazioni dagli Usa. Mercati terrorizzati per il rischio escalation e l’ombra di una recessione globale. Milano ha perso il 6,54%, come dopo l’11 settembre, finendo a 34.649 punti e azzerando i guadagni del 2025. Mai così male in dieci anni salvi nel dopo-Brexit, con Lehman Brothers e per il Covid. Parigi ha perso il 4,26%, Francoforte il 5,09%, Londra il 4,94%, Madrid il 6,12%. Giù anche il prezzo del petrolio, attestandosi sui minimi dal 2021.
A Piazza Affari, tra i titoli principali, questi i peggiori: Azimut (-12,6%), seguita da Leonardo (-12,41%), Mps (-12,2%) e Nexi (-11,47%), Unipol (-10,53%), Bper (-10,49%), Mediobanca (-10,35%), Popolare di Sondrio (-9,66%), Mediolanum (-9,65%), UniCredit (-9,58%). Solo Diasorin ha guadagnato l’1,66%.
A Wall Street vola l’indice della paura, il Dj perde il 5,5%, il Nasdaq il 5,8%: in due sedute persi 5.200 miliardi. Petrolio a -7,4%, dollaro sempre più debole. Trump: ‘Non cambiare la mia politica, arricchitevi’, dice ai mercati e chiede alla Fed di tagliare i tassi. Il governatore Powell frena e lancia l’allarme: ‘L’impatto economico dei dazi più ampio del previsto’.