È un vero e proprio muro contro muro dalle conseguenze storiche quello in corso tra la Santa Sede e l’ala più oltranzista del tradizionalismo cattolico. Papa Leone ha lanciato un drammatico, ultimissimo appello alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) affinché si fermi ed eviti lo strappo formale con Roma.
La drammatica lettera del Pontefice: «Non lacerate la tunica di Cristo»
La missiva del Papa, datata 29 giugno (solennità dei santi Pietro e Paolo) e indirizzata direttamente al Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, usa toni di insolita e accorata gravità spirituale nel tentativo di scongiurare la spaccatura:
Papa Leone: «Vi prego con il cuore, tornate indietro. Lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita dei sacramenti».
Nonostante la fermezza teologica, il Vaticano aveva teso la mano, offrendo la totale disponibilità a un “percorso di dialogo e intesa”, riconoscendo ai lefebvriani il valore dello zelo apostolico e dell’attaccamento alla vita liturgica.
La replica di Écône e l’ombra dell’estrema destra alla cerimonia
La risposta dei vertici della San Pio X ha gelato le speranze della Curia, ribaltando paradossalmente le argomentazioni della Santa Sede e chiedendo al Papa soltanto “tempo per riflettere e la sua benedizione”:
LA POSIZIONE DELLA FRATERNITÀ SAN PIO X
├── L'INTENTO DICHIARATO ──► Rigettata l'idea di separarsi da Roma: "Vogliamo servire la Chiesa in modo straordinario".
├── IL PARADOSSO DOTTRINALE ─► Per i lefebvriani sono le storture moderne a lacerare la tunica di Cristo, non loro.
└── IL NODO IRRISOLTO ──► Totale rifiuto del Concilio Vaticano II (messa in latino e no all'ecumenismo).
Il fossato resta infatti di natura dogmatica: i seguaci di Marcel Lefebvre (il vescovo ribelle già scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 per lo stesso motivo) rifiutano in blocco le riforme del Concilio Vaticano II, difendendo l’esclusività della messa in latino (rito tridentino), l’esclusione dei laici e opponendosi fermamente all’ecumenismo e al dialogo interreligioso.
A rendere lo scenario ancora più teso sono le indiscrezioni sui partecipanti alla tre giorni di cerimonie liturgiche in Svizzera. Oltre a centinaia di fedeli tradizionalisti in abiti storici, ad Écône è prevista la presenza di delegazioni di movimenti politici dell’estrema destra europea, tra cui esponenti italiani di Forza Nuova e l’ex eurodeputato della Lega Mario Borghezio, oggi esponente di Futuro Nazionale.
Il Dicastero per la Dottrina della Fede, guidato dal cardinale teologo Victor Manuel Fernández, aveva già emesso un ultimatum lo scorso 13 maggio ricordando che, senza mandato del Papa, le quattro ordinazioni (che riguarderanno due sacerdoti francesi, uno svizzero e un americano) sanciranno ufficialmente la frattura totale con la Chiesa cattolica romana.