Mentre il mondo guarda al faccia a faccia di domani tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky in Florida, la guerra continua a mostrare il suo volto più crudo. Nella notte, un massiccio attacco russo ha colpito Kiev e Odessa, provocando morti, decine di feriti e lasciando centinaia di migliaia di persone al gelo e senza elettricità.
In preparazione del vertice di domani, è prevista per oggi una videochiamata cruciale che unirà Washington, Kiev e Bruxelles. Donald Trump e Zelensky si confronteranno con Ursula von der Leyen e i principali leader europei. L’obiettivo è presentare un fronte unito sul piano di pace in 20 punti, documento che il leader ucraino vorrebbe sottoporre a referendum popolare, a patto che Mosca accetti un cessate il fuoco di almeno 60 giorni.
Dalla Florida, Donald Trump ostenta sicurezza ma rivendica l’ultima parola: “Zelensky non ha nulla di concreto finché non lo approvo io”, ha dichiarato, aggiungendo di voler sentire presto anche Vladimir Putin. Il presidente eletto ha definito la guerra in Ucraina come “la più difficile delle otto che ho risolto”, dicendosi però fiducioso nel risultato.
Segnali contrastanti arrivano dal Cremlino. Da un lato, Mosca si dice disposta a firmare un clamoroso “patto di non aggressione reciproca con la NATO”; dall’altro, accusa Kiev e i partner europei di voler sabotare un accordo che, secondo i russi, sarebbe ormai vicino.
Sul terreno, la situazione è drammatica. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di 19 feriti e della morte di una donna di 47 anni a causa dell’ultima ondata di droni e missili russi. I danni alle infrastrutture energetiche sono ingenti: oltre 320.000 persone sono rimaste senza corrente elettrica e migliaia di edifici, tra cui scuole e asili, sono privi di riscaldamento nel pieno dell’inverno. Papa Francesco, durante l’Angelus, ha lanciato un accorato appello: “Chi crede nella pace non sia ridicolizzato”.
Nonostante l’accelerazione americana, i leader europei ribadiscono la loro linea. In una nota congiunta, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno riaffermato il loro “impegno incrollabile” per una pace giusta e duratura, assicurando che il sostegno a Kiev non verrà meno in questo momento definito “cruciale per la sicurezza euro-atlantica”.