L’arrivo ritardato di oltre tre ore del Presidente statunitense Donald Trump ha monopolizzato l’attenzione al vertice di Sharm El Sheikh, convocato per formalizzare l’accordo di tregua a Gaza e inaugurare la fase successiva. Accolto dal Presidente egiziano Al Sisi e scortato dai caccia, Trump ha vestito i panni del “padrone di casa” e superstar, culminando nella cerimonia di firma degli accordi di pace, immortalata dalla scritta “Peace 2025”.
L’accordo, firmato dai negoziatori di Egitto, Stati Uniti, Qatar e Turchia, segna l’avvio della “Fase Due” del piano di pace, incentrata sulla governance e la ricostruzione di Gaza. Nonostante l’agenda sconvolta, Trump ha gestito una lunga “passerella” sul palco dell’International Congress Center, chiamando a sé i leader presenti e intessendo elogi mirati. Abdel Fattah Al Sisi: “È stato determinante, Hamas rispetta l’Egitto, vorrei averlo all’interno del consiglio per la pace per Gaza.” Giorgia Meloni: L’unica donna nella foto di famiglia è stata oggetto di complimenti marcati. “Chi è questa donna? ‘Wonderful woman’. È un’ottima governante, sta facendo un buon lavoro… È una giovane e bellissima donna e una politica di grande successo: in Italia la rispettano molto.” Emmanuel Macron: “Non ci posso credere che non sei in piedi dietro di me, ma seduto in platea. Hai scelto un profilo basso?”
Rivolgendosi ai presenti dopo la firma, il Presidente ha sintetizzato l’atmosfera: “Abbiamo appena concluso un grande accordo oggi, quindi è tempo di un grande sorriso.”Se il cessate il fuoco viene celebrato, le incognite sul futuro di Gaza restano molteplici, a partire dalla composizione del consiglio che supervisionerà il nuovo organismo di governo nella Striscia. L’inviato americano Steve Witkoff ha ammesso l’esistenza di una “lunga lista di candidati” per affiancare il Presidente americano alla guida del consiglio.
Un punto di scontro riguarda il ruolo futuro di Hamas. Trump ha mantenuto una posizione pragmatica, ammettendo che il gruppo “vuole fermare i problemi” e ha dato l’approvazione per un periodo di tempo limitato affinché mantenga funzioni di polizia. Leader Europei, come il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, hanno invece tagliato corto: Hamas non dovrebbe avere “nessun ruolo” nella governance post-conflitto.
Prima dell’arrivo di Trump, i leader europei presenti (Meloni, il Primo Ministro britannico Keir Starmer, Macron e Merz) si sono incontrati per discutere i prossimi passi per la stabilizzazione. I Paesi Ue stanno esercitando forte pressing per assicurarsi un ruolo di primo piano nel futuro organismo di governo.
Macron ha annunciato che “la Francia avrà un ruolo tutto particolare al fianco dell’Autorità palestinese nel governo di Gaza,” mentre Merz ha ribadito la volontà tedesca di “fare la nostra parte.”
Nonostante gli interrogativi, Trump ha chiuso il summit con un tono trionfale: “Oggi, per la prima volta nella vita, abbiamo un’opportunità irripetibile di lasciarci alle spalle vecchie faide e odi acerrimi… Abbiamo realizzato l’impossibile.”