Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del Decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 (noto come Piano Casa), confermando la fiducia posta dal Governo. L’aula di Palazzo Madama si è espressa con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astenuti. Il testo – fortemente voluto dal Segretario della Lega e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dalla Premier Giorgia Meloni – era già stato licenziato dalla Camera e diventa ufficialmente legge.
L’ambizioso piano punta a contrastare l’emergenza abitativa in Italia rimettendo in circolo e costruendo 100.000 alloggi nell’arco dei prossimi dieci anni, concentrandosi su studenti fuori sede, giovani coppie, anziani e famiglie a basso reddito.
I Tre Pilastri del Provvedimento
L’architettura della nuova legge si fonda su una strategia mirata a unire il recupero del patrimonio pubblico esistente e il supporto di capitali privati regolamentati:
- 1. Ristrutturazione di 60.000 alloggi popolari (ERP): Si punta al recupero e alla manutenzione straordinaria degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica ad oggi inutilizzabili perché degradati. Il piano parte con uno stanziamento iniziale di 970 milioni di euro fino al 2030 (integrabile con fondi europei come il Fondo sociale per il clima).
- 2. Fondo Housing Coesione gestito da Invimit: Viene istituito uno strumento finanziario nazionale strutturato in comparti regionali. Le risorse immediatamente attivabili ammontano a circa 1 miliardo di euro dal 2027, con la prospettiva di toccare una dote complessiva di ben 10 miliardi di euro entro il 2034 combinando fondi nazionali ed europei di coesione.
- 3. Edilizia Integrata e la formula “70-30”: Per attrarre investimenti privati, il testo prevede fortissime semplificazioni procedurali e l’introduzione di una figura commissariale straordinaria per i maxi-progetti superiori a un miliardo di euro. In cambio delle corsie amministrative preferenziali, i privati avranno un vincolo stringente sulla destinazione degli immobili.
Il Funzionamento della Formula 70-30 per i Privati
Per i nuovi progetti immobiliari che beneficeranno delle procedure accelerate e delle autorizzazioni uniche, la legge impone una precisa ripartizione delle quote di mercato per bilanciare l’interesse pubblico con la sostenibilità economica dei costruttori:
| Destinazione degli Alloggi | Quota Obbligatoria | Vincolo di Prezzo |
|---|---|---|
| Edilizia Convenzionata / Sociale | Almeno il 70% | Prezzi di vendita o locazione ridotti di almeno 1/3 rispetto ai valori di mercato della zona. |
| Mercato Libero | Massimo il 30% | Prezzi e canoni commerciali senza vincoli per garantire il rientro economico dell’investimento. |
I Prossimi Passaggi: Il Nodo dei Decreti Attuativi
Nonostante l’approvazione definitiva a Palazzo Madama, l’effettiva messa a terra della riforma non sarà immediata. L’efficacia del provvedimento è infatti legata a oltre 20 passaggi successivi tra decreti ministeriali, convenzioni e provvedimenti amministrativi.
Nell’immediato, l’attenzione è rivolta alla piena operatività del neonato Commissario straordinario, che dovrà guidare la macchina insieme a Invitalia e definire i bandi pubblici per gli enti territoriali. Saranno inoltre necessari accordi mirati con l’Anci (l’Associazione dei Comuni) per le convenzioni urbanistiche locali e decreti ad hoc per istituire il nuovo Fondo di garanzia contro la morosità incolpevole.