La Capitale avrà poteri legislativi e autonomia finanziaria. Meloni: “Restituiamo a Roma il valore che merita”. Tajani: “Compimento di una storica battaglia di Berlusconi”
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi a Palazzo Chigi, ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale per Roma Capitale, un provvedimento atteso che mira a conferire alla città poteri e autonomia adeguati al suo status. Oltre a questo, sono stati approvati anche i decreti legge per il commissariamento di Agenas e per la gestione della Terra dei Fuochi, oltre a un Ddl sulla sicurezza delle piscine.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l’approvazione con un video diffuso sui social, definendo la riforma “un impegno mantenuto” del suo governo. “Oggi il Governo ha approvato una riforma costituzionale che inserisce Roma Capitale tra gli Enti costitutivi della Repubblica e attribuisce a Roma Capitale poteri legislativi su materie che toccano la vita quotidiana dei romani, come l’urbanistica, il trasporto pubblico locale, il commercio, il turismo, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali”, ha dichiarato Meloni.
La riforma prevede inoltre che una successiva legge definirà il nuovo ruolo dei Municipi. “Grazie a questa riforma, frutto di un lavoro condiviso con la Regione Lazio e il Campidoglio, potremo finalmente restituire a Roma il valore che merita e che la storia le riconosce”, ha sottolineato la Premier, rimarcando l’importanza di investire sulla Capitale per il futuro della Nazione.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Vicepremier e Segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che su X ha parlato di “compimento di una storica battaglia del Presidente Berlusconi, di tutta Forza Italia ed anche mia personale”. Tajani ha evidenziato come il testo “riconosce a Roma il ruolo che le spetta, dotandola degli strumenti necessari per affrontare gli oneri e le esigenze che derivano dal suo prestigio nazionale e internazionale”.
Il Ddl, che modifica l’articolo 114 della Costituzione, prevede che Roma potrà legiferare su undici materie chiave: trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; e organizzazione amministrativa di Roma.
Saranno inoltre attribuite alla città “condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria nel rispetto dell’articolo 119” della Costituzione.
Il plauso all’iniziativa è stato bipartisan. Anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito il Ddl una “svolta”, sottolineando come il testo approvato sia stato totalmente “condiviso” tra Campidoglio e Palazzo Chigi durante l’intero iter. Per Gualtieri, l’importante è sia il “testo in sé del governo” che il “coinvolgimento e l’interlocuzione serrata” tra lui e la Premier Meloni.
La Ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha parlato di una legge “rinforzata” destinata a modificare l’ordinamento. Tra i maggiori contributori al dossier, il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro che consentirà la nascita “non di una nuova Regione, ma di un ente a sé con poteri adeguati al ruolo della Capitale”.
Ora si apre la fase di discussione per la legge ordinaria, oltre a quella costituzionale. L’auspicio di Gualtieri è che il “testo condiviso” con Roma possa ottenere un’ampia maggioranza parlamentare e giungere all’approvazione entro questa legislatura, una condizione definita “necessaria e non solo auspicabile”.
Meloni ha concluso ribadendo che “Roma non è una città come le altre”, e che è “impietoso il paragone con le altre Capitali europee e mondiali, che godono di status particolari e sono delegate ad esercitare poteri specifici”. Questo Ddl segna “un altro impegno mantenuto, perché tutte le nazioni serie e degne di questo nome si rendono conto di quanto siano importanti la credibilità, il prestigio, l’autorevolezza della propria Capitale”.