Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto con un duro discorso dal podio dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, chiedendo alla comunità internazionale un’azione risoluta contro la Russia. Contemporaneamente, un nuovo attacco missilistico condotto dalle forze di Mosca ha colpito la capitale Kiev, provocando vittime e gravi danni alle infrastrutture civili.
L’attacco di Zelensky al Palazzo di Vetro e le bombe sulla capitale
Nel suo intervento davanti ai leader mondiali, Zelensky ha puntato il dito contro il presidente russo Vladimir Putin e ha messo in guardia i Paesi terzi dall’assecondare le mire del Cremlino:
“Putin è il paziente zero, va fermato. Non lasciatevi trascinare, con la Russia combattono soldati provenienti da 47 Paesi,” ha affermato il leader ucraino.
Nel corso della notte, un raid missilistico russo si è abbattuto su Kiev, causando almeno 2 morti e diversi feriti. Le bombe hanno danneggiato anche un ospedale di maternità. Dagli Stati Uniti, Zelensky ha commentato duramente l’attacco giunto in concomitanza con i lavori diplomatici: “Ci hanno attaccato proprio mentre parlavamo di sanzioni”.
Diplomazia in corso: l’invito a Putin per il G20 e l’allarme nei cieli polacchi
Sul piano diplomatico e militare si registrano rilevanti sviluppi paralleli:
- Colloquio Lavrov-Rubio: Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha incontrato il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Gli Stati Uniti hanno formalmente invitato Vladimir Putin a partecipare al vertice del G20 di dicembre a Miami. Da Mosca è giunto un primo ringraziamento, con l’intenzione dichiarata che la proposta “verrà valutata”.
- Tensione NATO in Polonia: Si riaccende l’allarme al confine orientale dell’Alleanza Atlantica per la violazione dello spazio aereo polacco da parte di un elicottero russo rimasto nei cieli di Varsavia per 42 secondi, episodio che ha costretto le autorità polacche a far decollare d’urgenza i caccia intercettori.
Tensione USA-Iran e l’intervento di Tajani per il rilancio dell’ONU
L’Assemblea Generale ha registrato un momento di forte scontro tra le delegazioni di Washington e Teheran. Il giorno successivo alle dichiarazioni di Donald Trump, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha mostrato le immagini dei bambini rimasti uccisi sotto i bombardamenti americani, lanciando un messaggio perentorio: “Siamo pronti al dialogo, ma non ci pieghiamo ai bulli”. Di fronte alla protesta, la delegazione degli Stati Uniti ha abbandonato l’aula.
A margine dell’Assemblea è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, sollecitando un cambio di passo nelle istituzioni multilaterali:
“Le Nazioni Unite devono ritrovare la capacità di decidere e, soprattutto, di agire,” ha dichiarato il titolare della Farnesina.