Un grave episodio nei cieli della Moldavia riaccende l’allarme sulla sicurezza dei vertici ucraini, proprio mentre sul piano diplomatico si registrano cauti segnali di riapertura del dialogo. L’aereo del presidente Volodymyr Zelensky è stato “quasi colpito da un drone” durante il decollo dalla Moldavia verso Oslo, dove il leader di Kiev era diretto per partecipare ai funerali di re Harald V di Norvegia. A rivelare l’accaduto è stato il premier norvegese Jonas Gahr Støre, definendo l’episodio «la drammatica realtà con cui Zelensky si confronta ogni giorno».
L’incidente si è verificato in concomitanza con un raid notturno di droni russi al confine ucraino-moldavo, che ha colpito il valico stradale di Starokozache provocando due morti e tre feriti.
Trump e la diplomazia: “Putin cerca l’intesa, possibile un vertice a tre”
Mentre la tensione sul campo resta altissima, sul fronte politico si muovono le diplomazie. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver avuto un’«ottima conversazione» telefonica con Vladimir Putin, affermando che lo zar «vuole raggiungere un accordo» per porre fine alla guerra e augurandosi che anche Zelensky condivida la stessa volontà. Trump ha inoltre aperto espressamente all’ipotesi di un vertice trilaterale Usa-Russia-Ucraina.
Dal Cremlino sono giunte conferme sulla disponibilità a trattare. Il portavoce Dmitry Peskov e il consigliere Yuri Ushakov hanno parlato di una «volontà politica comune» per riprendere i colloqui a tre, indicando Abu Dhabi come possibile sede dei negoziati per la stesura di una tabella di marcia nelle prossime settimane.
Kiev apre al compromesso ma chiede garanzie, l’UE si divide
Intervistato dai media internazionali, Zelensky ha confermato la disponibilità di Kiev a valutare un compromesso, ponendo però paletti precisi: «I passi avanti devono essere reciproci. L’Ucraina ha già ceduto molto». Il leader ucraino ha inoltre ribadito l’importanza della presenza europea al tavolo delle trattative.
Sulla composizione della delegazione europea è intervenuto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, suggerendo a Zelensky di non limitare il confronto ad un direttorio ristretto con Francia e Germania, ma di coinvolgere l’intera Unione Europea, comprese Italia e Polonia.
Nel frattempo, il fronte europeo mostra alcune crepe sulle sanzioni: la Slovacchia guidata da Robert Fico sta infatti bloccando la proroga delle misure restrittive contro Mosca, chiedendo deroghe specifiche prima del termine ultimo fissato per il 15 settembre.
Gli attacchi di Kiev in territorio russo
Sul piano militare, le forze ucraine continuano a colpire in profondità il territorio russo. L’intelligence di Kiev ha rivendicato l’attacco contro la base navale di Novorossiysk e la fregata Admiral Essen, mentre per la prima volta dall’inizio del conflitto un drone ucraino ha colpito un impianto energetico nel Distretto federale degli Urali, a oltre 2.800 chilometri dal confine.