“Noi crediamo serva una difesa comune e davvero europea, non il riarmo e l’aiuto al riarmo dei singoli stati nazionali senza che questo produca automaticamente progetti fatti insieme da più paesi europei, interoperabilità dei sistemi di difesa, coordinamento dei sistemi di difesa”. Così la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, uscendo dalla riunione del gruppo dei Socialisti europei (S&D) prima della riunione straordinaria del Consiglio europeo. “Noi vogliamo una vera difesa comune, ma contestiamo che non è quel tipo di strumenti il modo per farla. Vorremmo investimenti comuni sorretti da debito comune. Per questo parliamo di un grande Next Generation EU che non dimentichi le priorità industriali, sociali e ambientali di innovazione e quelle di difesa insieme”, spiega. “Da questo punto di vista abbiamo insistito che è per noi inaccettabile utilizzare i fondi di coesione e dirottarli sulla spesa militare. Abbiamo trovato riscontri positivi anche nelle altre forze socialiste, quindi su questo continueremo a cercare di costruire convergenze. E l’altra cosa che abbiamo chiesto è di mettere delle condizionalità per cambiare le proposte di Ursula Von der Leyen a che siano manifestazioni a progetti comuni”, aggiunge, riferendosi al piano presentato dal presidente della Commissione che prevede una serie di misure per potenziare la base industriale della difesa europea.
“Sia la flessibilità che l’intervento eventuale della Banca di investimento europea devono essere indirizzati a progetti di difesa comune che coinvolgano più stati membri, non alle difese nazionali dei singoli Stati”, dice Schlein. Il rischio di piani nazionali è quelli di “rivedere il film visto aiuti sugli di Stato durante la pandemia: i Paesi con più margine fiscale possono fare molto, i Paesi con meno margine fiscale possono fare poco”. È necessario aumentare il coordinamento dei sistemi di difesa europei e andare verso l’esercito europeo anziché rafforzare solo gli eserciti nazionali, sottolinea Schlein .