Lo scontro politico si infiamma attorno al caso del boschetto di Rogoredo, dove l’arresto del poliziotto Carmelo Cinturrino con l’accusa di omicidio ha trasformato un tragico fatto di cronaca in un banco di prova per il nuovo Decreto Sicurezza. Al centro della contesa c’è il cosiddetto “scudo penale” per le forze dell’ordine, una norma che divide profondamente maggioranza e opposizione. La Premier replica all’opposizione: «Chi tradisce la divisa ci fa rabbia, saremo implacabili». Schlein attacca: «Speculazione grave, Meloni e Salvini chiedano scusa». Intanto il Decreto Sicurezza è fermo alla Ragioneria.
Non si placano le polemiche dopo l’arresto dell’agente Cinturrino, accusato di aver ucciso Abderrahim Mansouri durante un controllo antidroga. Il caso ha riacceso i riflettori su una delle norme più discusse del provvedimento varato il 5 febbraio: la tutela legale per chi indossa la divisa.
Giorgia Meloni respinge con fermezza l’accusa di voler creare una zona d’ombra per le forze dell’ordine. «Non esiste alcuno scudo penale – ha dichiarato la Premier in serata – Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo rigore. Provo profonda rabbia all’idea che chi tradisce la divisa possa sporcare il lavoro di migliaia di colleghi onesti».
Anche il Ministro Nordio e il titolare dell’Interno Piantedosi hanno ribadito la linea: la norma non prevede immunità, ma solo la non iscrizione automatica nel registro degli indagati in casi specifici di legittima difesa o uso legittimo delle armi. Secondo fonti governative, in un caso come quello di Rogoredo (dove si ipotizza un crimine fuori da queste perimetrazioni), lo scudo non si sarebbe comunque applicato.
Per Elly Schlein, le parole del governo arrivano tardi e dopo una pericolosa «speculazione politica» iniziale. «Mi aspetto le scuse di Meloni e Salvini – ha attaccato la segretaria del Pd – e spero ci ripensino su quella parte del decreto che inserisce un’impunità preventiva che nemmeno le forze dell’ordine chiedono».
Sulla stessa linea Francesco Boccia (Pd), che accusa il centrodestra di aver usato la tragedia come una «clava politica contro i magistrati e gli immigrati», e Ilaria Cucchi (Avs), secondo la quale con lo scudo già attivo «forse la verità su Rogoredo non l’avremmo mai saputa». Anche il M5S definisce “pericolosa” la deriva della norma.
Mentre lo scontro politico infuria, il Decreto Sicurezza resta “congelato”. A venti giorni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri, manca ancora la bollinatura della Ragioneria dello Stato. Il nodo non sarebbe politico, ma economico: mancano le coperture finanziarie per gli aumenti degli organici delle forze di polizia. Nordio minimizza parlando di «procedure complesse», ma per le opposizioni è la prova di un provvedimento annunciato con “toni muscolari” ma privo di basi solide.