Sulla scia delle politiche adottate da Donald Trump negli Stati Uniti e da Viktor Orbán in Ungheria, la Lega annuncia il deposito di una proposta di legge per mettere al bando i movimenti “Antifa” e le organizzazioni anarchiche, definendoli formalmente come associazioni terroristiche. L’iniziativa, firmata da Eugenio Zoffili, capogruppo del Carroccio in Commissione Difesa, punta a colpire i gruppi militanti della galassia antagonista che, secondo il testo, metterebbero a repentaglio la sicurezza nazionale attraverso azioni violente.
“La nuova legge definirà gli Antifa organizzazioni terroristiche”, ha dichiarato Zoffili, distinguendo tra il movimento radicale e il “vero antifascismo”. La proposta arriva in un momento di altissima tensione nella Capitale, dove le forze dell’ordine hanno recentemente effettuato decine di fermi preventivi tra i manifestanti pronti a commemorare militanti anarchici scomparsi.
LA REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI Dura la replica di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Il deputato Angelo Bonelli ha definito la proposta della Lega “una provocazione contro la Costituzione e la storia della Repubblica”. Secondo Bonelli, il tentativo di criminalizzare l’area dell’antifascismo militante calpesterebbe i valori nati dalla lotta di Liberazione.
IL CASO SALIS APPRODA A BRUXELLES Parallelamente allo scontro sulla proposta di legge, non si placa la polemica per il controllo di polizia subito in un hotel romano dall’eurodeputata Ilaria Salis. L’accertamento, scattato alle 4 del mattino su input di una segnalazione Schengen della Germania, ha spinto Salis ad annunciare un’interrogazione parlamentare sia al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sia alle istituzioni europee a Bruxelles.
Secondo fonti investigative, l’allerta tedesca sarebbe legata alla presunta vicinanza dell’europarlamentare al gruppo di estrema sinistra “Hammerbande”, già al centro di procedimenti giudiziari in Germania e Ungheria per aggressioni di piazza. Resta tuttavia il nodo diplomatico: gli agenti che hanno effettuato il controllo hanno dichiarato di non essere a conoscenza della carica parlamentare di Salis al momento dell’identificazione, un dettaglio che potrebbe alimentare ulteriormente il dibattito sull’immunità degli eletti a Strasburgo.