Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge recante ‘Misure urgenti in materia di giustizia’. Lo rende noto il ministero della Giustizia, sottolineando che tra le disposizioni approvate vi è quella che proroga il termine per le elezioni dei Consigli giudiziari e del Consiglio direttivo della Corte di cassazione. Pertanto le elezioni previste per l’anno 2024 sono differite al mese di aprile 2025.
Stretta sulla violenza di genere con il potenziamento di strumenti – come il braccialetto elettronico – a disposizione dell’autorita’ giudiziaria a tutela delle vittime: lo prevede il decreto legge che introduce misure urgenti in materia di Giustizia approvato dal Consiglio dei ministri su proposta della premier Meloni e del Guardasigilli Nordio. Il provvedimento non contiene ne’ misure sulla cybersicurezza – e’ stato deciso di procedere ad ulteriori approfondimenti tecnici secondo quanto appreso da fonti di governo – ne’ il cosiddetto ‘bavaglio’ ai magistrati. Nel decreto vmanca l’articolo che secondo alcune bozze circolate nei giorni scorsi introduceva una nuova tipologia di illecito disciplinare per i magistrati quando c’e’ la consapevole inosservanza del dovere di astensione nei casi in cui e’ espressamente previsto dalla legge l’ obbligo di astenersi o quando sussistono gravi ragioni di convenienza.
Cosa prevede il decreto Giustizia: “Le nuove norme – si legge nel comunicato finale del Cdm – tra l’altro, rafforzano gli strumenti a disposizione dell’autorita’ giudiziaria a tutela delle vittime di violenza di genere e di atti persecutori. Si integrano le norme relative alle ‘particolari modalità ‘ di controllo’ cioe’ al cosiddetto ‘braccialetto elettronico’, per precisare che tra gli accertamenti gia’ previsti da parte della polizia giudiziaria in relazione alla ‘fattibilita’ tecnica’ dell’utilizzo di tale strumento e’ inclusa anche la fattibilita’ operativa, collegata all’effettiva efficacia e funzionalita’ dello strumento rispetto al caso concreto e durante
tutto il corso dell’applicazione della misura cautelare”. In particolare, “preliminarmente alla scelta da parte del giudice della misura cautelare ritenuta piu’ idonea, la polizia giudiziaria verifica l’attivabilita’, l’operativita’ e la funzionalita’ dei mezzi elettronici o degli altri strumenti tecnici negli specifici casi e contesti applicativi , analizzando le caratteristiche dei luoghi, le distanze, la copertura di rete, la qualita’ della connessione ei tempi di trasmissione dei segnali elettronici del luogo o dell’area di installazione, la gestione dei predetti mezzi o strumenti tecnici e ogni altra circostanza rilevante in concreto ai fini delle valutazioni sull’efficacia del controllo sull’osservanza delle prescrizioni imposte all’imputato Di tali verifiche viene redatto specifico rapporto che e’ trasmesso, entro 48 ore, all’autorita’ giudiziaria per le valutazioni di competenza Nel caso di non fattibilita’ tecnica e operativa, qualora siano stati disposti l’allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il giudice potra’ disporre l’applicazione, anche congiunta, di ulteriori misure cautelari anche piu’ gravi di quelle gia’ adottato. In caso di trasgressione alle prescrizioni imposte o di una o piu’ condotte gravi o reiterare che impediscono o ostacolano il regolare funzionamento del braccialetto elettronico, il giudice puo’ disporre la revoca degli arresti domiciliari e la sostituzione con la custodia cautelare in carcere”.