LISTA MINISTRI AL QUIRINALE: ‘MATTARELLA NON E’ IRRITATO’
E’ Domenico Fioravanti, due volte campione olimpico nel nuoto a Sydney 2000, il nome indicato come ministro dello sport nella lista inviata dal Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio al Quirinale. L’annuncio e’ stato fatto durante la presentazione del programma sport del Movimento a Pescara. Presente anche Zeman: ‘Mi sono schierato perche’ ci credo’. Il candidato premier Di Maio nega intanto irritazione dal Colle per la lista inviata via mail.
‘Noi abbiamo proposto quella squadra, poi e’ il Colle che decide. Non c’e’ nessuna irritazione di Mattarella, per cortesia dovevo informare il Quirinale’. E’ la posizione del candidato premier del M5s Di Maio dopo le polemiche sulla lista dei ministri inviata al Colle. Alla lista, annuncia, oggi si aggiunge anche il nome del candidato al ministero dello Sport, Fioravanti. Di Maio poi sostiene che il M5s e’ vicino ad avere i numeri per ‘governare da solo’ e promette di portare ‘la pensione di cittadinanza a 780 euro’.
“Credo di aver fatto bene, a presentare i nomi dei ministri al Quirinale”. Lo afferma Luigi Di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle, ospite di Non Stop News in onda su Rtl 102.5. Com’e’ oggi il rapporto con il Quirinale del M5S? “L’incontro con il segretario generale del Colle – spiega Di Maio – e’ andato bene, la reazione di Zampetti e dell’intero apparato del Colle e’ stata molto cortese. Pero’ le parole del premier Gentiloni che ha definito surreale la presentazione della nostra squadra di governo mi hanno colpito, perche’ dire che e’ governo ombra non e’ corretto: noi abbiamo fatto operazione di trasparenza. Ed e’ una proposta di ministri per far vedere all’elettorato chi vorremmo far governare. Io le dico l’esperienza anche delle nostre amministrazioni mi ha fatto dire: dobbiamo presentare la lista di nomi per farli conoscere al nostro elettorato. E sono nomi che appartengono a persone che mettono testa e cuore a cio’ che fanno, che non sono solo tecnici. Lo abbiamo fatto per governare il Paese ma non e’ operazione mediatica”. Di Maio aggiunge: “Ho fiducia di questo Presidente, Mattarella e’ molto diverso da Napolitano. Questo e’ un Presidente garante ed equilibrato. Noi Gruppi, attraverso un metodo che mi sono permesso di individuare, dobbiamo trovare la quadra -aggiunge- non andare dal Presidente e dire devi trovare la quadra tu”. Poi Di Maio annuncia le novita’ nella composizione dell’esecutivo: “Avremo un ministero del Turismo, un ministero per la Qualita’ della Vita e un ministero per la Funzione Pubblica e per la meritocrazia. Il ministero per la Qualita’ della Vita lo guiderebbe una donna. Per il ministero dello Sport, il nome lo saprete a breve, e’ una persona del settore. Questo ministero sara’ cruciale: piuttosto che intervenire dopo, sulla salute attraverso le cure, bisogna spingere soprattutto i giovanissimi a fare sport, per migliorare la qualita’ della vita sin da piccoli”.
Poi i conduttori incalzano Di Maio sui possibili scenari del dopo voto, nel caso in cui il Movimento non raggiunga la maggioranza assoluta: “Proporremo un contratto con le altre forze politiche – spiega Di Maio – nel caso in cui non ci sara’ maggioranza assoluta del M5S e sara’ il programma di lavoro della 18esima legislatura che dovra’ essere firmato con obiettivi precisi da realizzare in tempi certi e brevi”. Sulla vicenda rimborsi coloro che non hanno versato, che fine faranno, saranno eletti? “Una parte non e’ candidata – dice Di Maio – un’altra ha firmato un modulo perche’ rinuncera’ alla proclamazione. Andro’ dal presidente della Corte d’Appello e gli chiedero’ di non proclamarli e loro sanno che devono rinunciare altrimenti gli faccio causa per danno di immagine al Movimento. Stiamo parlando di una o due persone al massimo. Ma se non lo fanno comunque non entreranno nel nostro gruppo, se poi saranno accolti da Berlusconi, che ha detto di essere disponibile ad accogliere i fuoriusciti, io penso che sia surreale”. “Se gli italiani votano per FI decideranno loro per cosa votare” prosegue Di Maio “Forza Italia di Berlusconi e’ un partito al 15%, quindi non stiamo parlando di un partito al 40%. Perche’ allora tutti si stanno attaccando a Berlusconi? Perche’ temono di perdere sistema di privilegi che negli anni sono stati garantiti anche da Berlusconi. Tutti sono preoccupati dal Movimento e accolgono anche Berlusconi a braccia aperte, la paura per noi porta ad accettare anche Berlusconi”, poi allargando la valutazione anche al contesto europeo, Di Maio aggiunge: “Come e’ possibile che a Bruxelles, negli altri Paesi europei si tema il Movimento 5 stelle e invece si stringa la mano a Berlusconi che nella sua coalizione ha Lega e Fratelli d’Italia, che sono gli alleati di Le Pen, Alternative fur Deutschland, Orban? Oggi Meloni e’ andata da Orban. I nemici storici di Bruxelles, dell’establishment ce li hanno dentro la coalizione di centrodestra” sottolinea il candidato premier del M5S che spiega: “Noi con Le Pen, con Alternative fur Deutschland, non vogliamo avere nulla a che fare – aggiunge – ma noi siamo il problema e loro invece sono i salvatori della patria. Sono tutti preoccupati di un movimento che parla di democrazia diretta rappresentato da persone come me, da cittadini che hanno provato e stanno provando a cambiare le cose in questo Paese, ma allo stesso tempo accolgono Berlusconi a braccia aperte, nonostante si porti in pancia gli alleati dei loro nemici storici a Bruxelles. La paura per noi – conclude Di Maio – porta ad accettare addirittura Berlusconi che e’ stato massacrato per anni ma che soprattutto per gli italiani e’ un problema, perche’ quando Berlusconi doveva scegliere tra gli italiani e le sue tv ci ha abbandonato e ci ha lasciato a Mario Monti”.
“Il primo viaggio da fare da premier – annuncia Di Maio – e’ a Bruxelles, ma per andare a mettere tende a Bruxelles. Il Parlamento tedesco ha 45 funzionari a Bruxelles, il Parlamento italiano invece ha due funzionari e uno deve andare in pensione. Noi questa partita europea sull’immigrazione, sui trattati che stanno distruggendo il Made in Italy non l’abbiamo mai neanche giocata”. Nei primi cento giorni di un governo pentastellato, cosa fareste? “Vogliamo abolire 400 leggi, non farne di nuove: partiamo da quelle che dovevano combattere gli evasori e che invece combattono le persone oneste, come il redditometro e lo spesometro: queste leggi stanno creando difficolta’ ai cittadini onesti. Per riuscire a trovare i disonesti invece dobbiamo incrociare le banche dati di diverse istituzioni, Camere di Commercio, Inps, Motorizzazione per scovare chi non si comporta bene”. Entrando poi nella vicenda Alitalia, Di Maio dichiara: “Su Alitalia prima di tutto voglio leggere il bilancio 2016. Voglio tagliare prima quello che non serve, il 30 per cento di spese inutili e poi se serve interloquiamo con Lufthansa”, perche’ con questa operazione “oggi stiamo perdendo posti di lavoro. Alitalia non e’ l’azienda in Europa che ha il maggior numero di posti di lavoro come operatore, si e’ diffusa questa fake news. Prima voglio metterla a posto e poi interloquire con gli altri soggetti. Invece l’impressione che ho di questo governo e’ che se la vuole togliere dalle mani, perche’ altrimenti si potrebbe scoprire che la passata governance ha fatto qualche guaio in Alitalia”. Analisi analoga anche per Rfi, che in questi giorni di gelo eccezionale e’ andata in tilt, con un sistema di trasporto ferroviario crollato letteralmente sotto il peso della neve caduta. In generale la visione sulle partecipate del M5S e’ questa: “Tutto quello che porteremo avanti con le partecipate di Stato non sara’ un repulisti solo perche’ c’eri prima – dice Di Maio – voglio conoscere queste persone, il loro valore, vedere quali sono i progetti per le societa’ partecipate”. Come valuta l’annuncio di Virginia Raggi della messa al bando dei diesel a Roma dal 2024? “Va bene. Siamo in linea con le citta’ europee – dice Di Maio- ma dico di piu’. Qui il tema e’ sviluppare la produzione delle auto elettriche, noi potremmo anche rilanciare il lavoro in Italia, soprattutto al sud, in quelle regioni dove sono stati smantellati degli stabilimenti automobilistici, sostituendoli con produzioni di auto elettriche. Il nostro obiettivo e’ un milione di auto elettriche entro il 2020 anche attraverso gli incentivi a chi le compra ma anche sviluppando il car sharing e il car pooling con le auto elettriche. Sono contento che anche Berlino vada in questa direzione. E’ necessaria questa decisione per migliorare la qualita’ della vita”.