Arriva la Nadef, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata dal Cdm che certifica la forte ripresa dell’economia. Il Pil salira’ del 6% nel 2021 e del 4,7% nel 2022, tornando ai livelli pre-covid nel secondo trimestre dell’anno. Debito e deficit meglio del previsto. Sara’ rinnovato il superbonus al 110%. Nella manovra un tesoretto per tagliare le tasse e 20 disegni di legge collegati. ‘Quadro di gran lunga migliore di quello che noi stessi pensavamo cinque mesi fa. Ora c’e’ fiducia nell’Italia’, ha detto il premier. Che sul suo futuro Sottolinea: ‘Resto al governo se non mi logorano”. Mentre sul Colle – dice – “decide il Parlamento’.
Una crescita per l’economia italiana, “di gran lunga” piu’ del previsto: +6% nel 2021, mentre si tornerà ai livelli precrisi l’anno successivo. E’ legata alle vaccinazioni anti-Covid, e va “protetta” e accresciuta nei prossimi anni, senza disperdere la fiducia che “ora c’e’ nell’Italia, fra gli italiani e nel resto del mondo verso l’Italia”. In Consiglio dei ministri l’approvazione della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, sulla quale interviene in conferenza stampa il premier, che annuncia per la prossima settimana l’approvazione della delega sul fisco, che includera’ la riforma del catasto, e la prima riunione della cabina di regia sul Recovery plan. Poi si passerà alla manovra. Il governo va avanti con Draghi, ma sempre “se non mi logorano”, dice.
Sul Quirinale il premier definisce “offensive” verso Sergio Mattarella le domande che arrivano dai giornalisti, ma non esclude nulla: “Le persone giuste per rispondere sono in Parlamento, e’ il Parlamento a decidere della vita e dell’efficacia di questo governo”. Poi sottolinea: “Se il governo perdesse la sua efficacia perderebbe la ragione di esistere, ne sono convinti tutti i ministri”. E allora avanti tutta per una crescita “equa, inclusiva e duratura”. La crescita e’ piu’ alta del previsto, volano gli investimenti (+15%) e deficit e il debito sono in netto calo, rispettivamente al 9,4% (era previsto l’11,8%) e al 153,5% (era 155,6% nel 2020).
La manovra sarà “espansiva”: 22 miliardi di extradeficit e oltre 4 miliardi per il taglio delle tasse arrivano dalla tax compliance. Si interverra’ sugli ammortizzatori e sulle pensioni. Mentre entro fine ottobre, arrivera’ la legge sulla concorrenza e le concessioni. Sono stati recuperati due terzi del Pil perso lo scorso anno e anche grazie al Recovery plan l’obiettivo e’ una crescita superiore.
La prossima settimana arrivera’ in Cdm la delega per la riforma del fisco e del catasto. Draghi dice che bisogna fare chiarezza e “trasparenza” di un’Italia catastale che e’ meno estesa di quella geografica. E le tasse nonaumenteranno:”Nessuno paghera’ di piu’ o di meno e nessuno paghera’ per la prima casa”.