La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto livelli d’allarme rosso nelle ultime ore. Lo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il commercio energetico mondiale, è teatro di attacchi sistematici: l’agenzia marittima britannica UKMTO ha riferito di una nave in fiamme e di una portacontainer colpita da un proiettile a nord-ovest di Ras Al Khaimah.
Mentre l’equipaggio delle imbarcazioni è stato tratto in salvo, la situazione subacquea appare ancora più critica: l’esercito statunitense ha dichiarato di aver distrutto unità iraniane intente a posizionare mine navali nello Stretto, confermando i timori di un blocco fisico prolungato delle rotte commerciali.
L’OFFENSIVA IRANIANA: “OPERAZIONE POTENTE”
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato l’avvio della fase “più intensa e potente” del conflitto, lanciando attacchi coordinati contro:
- Israele: Preso di mira per la seconda volta il centro di comunicazioni satellitari di Haila (Tel Aviv), oltre a basi militari a Beer Yaakov, Haifa e nell’area a ovest di Gerusalemme.
- Iraq: Un drone iraniano ha colpito una struttura diplomatica statunitense, mentre raid aerei hanno investito le Forze di mobilitazione popolare ad al-Qaim, al confine siriano, causando un morto e diversi feriti.
RITORSIONE ISRAELIANA E IL GIALLO DELLA NUOVA GUIDA SUPREMA
Israele non è rimasto a guardare, scatenando nella notte una nuova ondata di bombardamenti su Teheran. Video geolocalizzati mostrano esplosioni nei pressi dell’aeroporto internazionale Mehrabad. Raid sono stati segnalati anche nel nord del Paese e nel centro di Beirut, dove un attacco a un appartamento ha causato quattro vittime.
In questo scenario di fuoco, cresce il mistero intorno alla figura di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema. Secondo il New York Times, il leader sarebbe rimasto ferito alle gambe nel primo giorno dell’offensiva israelo-americana. Nonostante il figlio del Presidente Pezeshkian lo dichiari “sano e salvo”, l’assenza di apparizioni pubbliche continua ad alimentare speculazioni sulla sua reale capacità di comando in un momento così drammatico.