Segnali di apertura sulla legge elettorale, con Fi disposta a votare un testo base che si limiti a estendere al Senato l’Italicum della Camera cosi’ come modificato dalla Consulta. Berlusconi ne discutera’ oggi con i vertici del suo partito, mentre il Pd incontrera’ il presidente della commissione e relatore alla proposta di legge, Mazziotti.
In Parlamento cresce l’asse a favore dell’Italicum corretto: Forza Italia apre infatti alla legge riscritta dalla Consulta trovando la sponda di M5S e anche degli ex-Democratici di Mdp, e che piace ai partiti piu’ piccoli. E cosi’ non e’ escluso che nelle prossime ventiquattro ore sul tavolo della commissione Affari costituzionali della Camera possa arrivare il testo base, anche se all’appello manca il Pd.
Lo scetticismo e’ nei confronti di Berlusconi. La convinzione e’ che il Cavaliere possa porre come paletto della trattativa il premio alla coalizione e che la divisione sorta oggi dentro FI sia ‘coperta’ proprio dall’ex premier per sparigliare le carte. Il Pd non chiude in realta’ all’estensione dell’Italicum al Senato a patto che la soglia di sbarramento sia elevata perlomeno al 5%. Ma non c’e’ alcuna intenzione di muoversi in autonomia, riferiscono fonti parlamentari. Domani i vertici dem incontreranno il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Mazziotti, ma qualora dall’incontro convocato a palazzo Grazioli da Berlusconi dovesse emergere una linea netta sulla mossa annunciata oggi dagli azzurri potrebbe arrivare una accelerazione sul testo base riguardante la legge elettorale.
La posizione espressa a nome di Forza Italia in commissione da Paolo Sisto non viene gradita dal gruppo azzurro del Senato. In particolare, da Paolo Romani che era stato ad Arcore da Berlusconi a perorare la causa di un’altra proposta: il Verdinellum, 50% proporzionale e 50% maggioritario. La stessa su cui i renziani avevano aperto riservatamente la trattativa. In serata, tuttavia, l’ex Cavaliere virava su tutt’altra posizione. Brunetta e anche Niccolò Ghedini – avrebbero fatto osservare all’ex premier che quella proposta è tutt’altro che un tedesco e, soprattutto, che quel 50% di maggioritario avrebbe portato Fi a soccombere al Nord, in quelle Regioni in cui la Lega potrebbe non aver bisogno nemmeno di allearsi per aggiudicarsi il collegio. Inoltre se non scatta il permio al 40% effettivamente l’Italicum 2.0 è un proporzionale puro.
“Quella assunta in commissione è la linea di Berlusconi”, taglia corto Brunetta. Proprio per discutere di questo, e tentare di sedare la polemica, Silvio Berlusconi ha convocato un vertice dedicato alla legge elettorale per oggi alle 11 a palazzo Grazioli. “Noi – spiega Matteo Richetti del Pd – siamo disponibili sulle due opzioni: o l’Italicum corretto o il tedesco con 50% di proporzionale e 50%di collegi uninominali. Vediamo quale dei due modelli ha più numeri”.