In un passaggio cruciale delle sue comunicazioni a Palazzo Madama, la Premier Giorgia Meloni ha chiarito la posizione dell’Italia nel conflitto che vede contrapposti Stati Uniti e Israele al regime di Teheran: “L’Italia non prende parte e non intende prendere parte a interventi militari unilaterali contro l’Iran”.
La Presidente ha definito l’attuale fase come uno dei “tornanti più complessi della storia recente”, ribadendo che l’impegno italiano resta quello di evitare un’escalation, lavorando in sinergia con partner regionali come Oman e Qatar.
Nonostante il rifiuto dell’intervento diretto, Meloni ha espresso profonda preoccupazione per le attività di Teheran:
- Uranio al 60%: Citando i dati dell’AIEA, la Premier ha sottolineato che l’arricchimento dell’uranio ha raggiunto livelli prossimi a quelli necessari per la bomba atomica. “Un quadro che non può non destare preoccupazione: non possiamo permetterci un regime fondamentalista dotato di testate nucleari e missili a lungo raggio”.
- Sostegno al terrorismo: Ha ribadito che l’attuale crisi affonda le radici nel “barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre”, reso possibile proprio dal supporto finanziario iraniano.
DIFESA E BASI MILITARI: CHIAREZZA SULLE REGOLE
Sull’uso delle basi americane in Italia, Meloni ha rassicurato il Parlamento:
- Accordi vigenti: L’Italia si attiene ai trattati bilaterali esistenti per la logistica (come la Spagna), ma non è in guerra.
- Nessuna richiesta extra: Ad oggi non sono giunte richieste per attività “cinetiche” (bombardamenti). Qualora arrivassero, la Premier ha promesso che sarà il Parlamento a decidere.
- Assetti difensivi: L’Italia sta fornendo sistemi di difesa aerea ai Paesi del Golfo per proteggere i 25.000 civili e i 2.000 soldati italiani presenti nell’area. Una nave militare è stata inoltre inviata a Cipro in segno di solidarietà europea.
ECONOMIA E CARBURANTI: STRETTA CONTRO GLI SPECULATORI
Sul fronte interno, la Premier ha affrontato il tema del caro-energia con toni duri:
- Accise Mobili: Confermata l’intenzione di tagliare le accise se l’aumento dei prezzi dovesse diventare stabile.
- Tassazione extra-profitti: “Consiglio prudenza a chi pensa di arricchirsi sulla pelle degli italiani”, ha avvertito Meloni, minacciando una maggiore tassazione per le aziende che speculano sulla crisi.
UN APPELLO ALLA COESIONE NAZIONALE
Meloni ha concluso con un appello alle opposizioni, chiedendo che l’Italia parli “con una sola voce” per difendere l’interesse nazionale, citando il suo stesso sostegno al Governo Draghi all’inizio dell’invasione russa in Ucraina: “Si può fare senza rinunciare alla propria identità politica”.
Al termine di una giornata di comunicazioni concitate, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lancia un segnale di distensione alle minoranze. Nella sua replica a Palazzo Madama, la Premier si è detta disposta a istituire un “tavolo comune” sui dossier internazionali che richiedono una posizione unitaria del Sistema-Paese.
Il punto di caduta del confronto riguarda la trasparenza sulle operazioni militari:
- Basi USA: Meloni ha ribadito che, nonostante non siano pervenute richieste per attacchi diretti, qualunque deroga agli attuali accordi sulle basi americane in Italia vedrà il coinvolgimento preventivo del Parlamento.
- Stretto di Hormuz: La Premier ha promesso un confronto immediato con le Camere qualora dovessero materializzarsi proposte internazionali per una missione di sicurezza specifica nello stretto.
RAFFORZAMENTO DELLE MISSIONI ASPIDES E ATLANTA
Il Senato ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza, che impegna il governo a potenziare le missioni navali Aspides e Atlanta se la minaccia alle rotte commerciali dovesse aggravarsi. L’obiettivo è proteggere il traffico marittimo dalle mine e dai droni iraniani, mantenendo però una natura difensiva.
Nonostante le aperture, l’opposizione resta critica. Il Partito Democratico ha accusato la Premier di un atteggiamento ambiguo: “La Presidente fa come Ponzio Pilato: evita di condannare esplicitamente la guerra e, soprattutto, tace sulle accise e sul caro-carburante che sta colpendo le famiglie.”
Il riferimento è alla mancata certezza sui tempi di attivazione dell’accisa mobile, un tema che continua a infiammare il dibattito interno mentre il petrolio — seppur in calo grazie all’intervento dell’AIE — resta su livelli di guardia.