Per contrastare l’instabilità causata dal conflitto in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha messo in campo la misura più drastica della sua storia. La proposta prevede lo sblocco coordinato di oltre 182 milioni di barili di petrolio, una cifra che supera il precedente record stabilito nel 2022 durante le fasi iniziali dell’invasione russa in Ucraina.
Si tratta di una potenza di fuoco considerevole: tale volume di greggio è stimato essere sufficiente a coprire ben 124 giorni di totale mancata fornitura proveniente dal Golfo Persico.
IL G7 ENERGIA DÀ IL VIA LIBERA
Il vertice virtuale dei ministri dell’Energia del G7, tenutosi il 10 marzo con la partecipazione del direttore dell’AIE Fatih Birol, ha formalizzato il sostegno politico all’iniziativa. In una nota congiunta, i ministri hanno dichiarato:
- Misure Proattive: Sostegno totale all’utilizzo delle riserve strategiche per calmierare i prezzi.
- Coordinamento Globale: Monitoraggio costante con partner internazionali per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di gas e petrolio.
- Flessibilità: Il G7 si dice pronto ad adottare “ogni ulteriore misura necessaria” in base all’evoluzione del conflitto.
MERCATI IN PICCHIATA: IL BRENT SCENDE SOTTO I 90 DOLLARI
La notizia del massiccio rilascio di scorte ha immediatamente invertito la tendenza rialzista dei giorni scorsi. Nonostante permanga l’incertezza militare, i prezzi sono in netto calo:
- Brent: Scambiato a 89,7 dollari al barile (-2,8%).
- WTI: Passa di mano a 85,5 dollari (-2,5%).
Il calo dei prezzi dell’energia ha dato respiro anche alle borse asiatiche, con Tokyo che ha aperto la seduta in territorio positivo.