Il palco della Leopolda da’ fiducia al premier Renzi che, con il documento sull’Italicum, strappa Gianni Cuperlo alla minoranza interna. ‘Adesso non ci sono piu’ alibi ne’ combinati disposti’, dice il leader Pd. ‘Un documento fumoso che non sana la ferita’, sentenziano invece Speranza e gli altri bersaniani.
“Voglio essere coerente, ma certo pesera’ la lealta’ degli altri nel tener fede agli impegni del documento. Sui limiti della riforma non ho cambiato idea e mi sono battuto per una soluzione diversa. Adesso siamo di fronte a una responsabilita’ che e’ ricostruire un dialogo nel Parlamento e nel paese per istituzioni piu’ rappresentative e condivise”. Cosi’ al Corriere della Sera Gianni Cuperlo spiega la sua posizione sul referendum dopo la firma dell’accordo per cambiare l’Italicum. “Quel voto non segnera’ lo spartiacque tra Medioevo e Rinascimento e, chiunque prevalga, ci risveglieremo coi problemi di adesso. Ripresa debole, poverta’ e un’Europa senz’anima. In questo quadro dividere tra il bene e il male su quella data e’ stato un errore. Come altri ho cercato di ridurre le distanze almeno sulle regole elettorali. Spero di aver dato una mano”. In un colloquio con Repubblica Cuperlo motiva il suo “Si'” al referendum: “Evidente che non si puo’ essere completamente soddisfatti, ma abbiamo ottenuto quello che come minoranza abbiamo chiesto per mesi. Quindi da parte mia firmare un documento su queste modifiche all’Italicum – i collegi per eleggere i deputati, il no al ballottaggio, il premio di governabilita’, oltre all’elezione diretta dei nuovi senatori – e’ stato un atto di coerenza”. Da ora in avanti, aggiunge al Corriere della Sera, “la prova di lealta’ spetta a tutti, ma a partire da chi e’ alla guida di partito e governo. E questo si vedra’ presto nella direzione e nei gruppi parlamentari”. “Vedo e capisco alcune preoccupazioni di chi votera’ No. Anche per questo ho fatto mia l’urgenza di superare l’Italicum e quando un primo risultato e’ stato raggiunto mi e’ sembrato serio percorrere il sentiero. Non sono un uomo di certezze assolute e comprendo le posizioni di tutti. Sento il peso della scelta e di una responsabilita’”. “Il premier non l’ho sentito ma, anche senza conoscerci bene, lui sa come sono fatto. Lavorero’ per un’alternativa politica e culturale al renzismo”. “A Renzi mi sono contrapposto all’ultimo congresso e non lo sosterro’ al prossimo”, sottolinea. I fischi della Leopolda su D’Alema, aggiunge, sono un fatto “intollerabile”, “verso una persona che merita rispetto per la sua biografia e perche’ conferma una deriva che faro’ di tutto per contrastare”.