In un clima di forte contrapposizione politica, segnato dall’avvio dei Giochi di Milano-Cortina e dal varo delle nuove norme governative, il fronte sindacale alza la voce.
Un attacco frontale che parla di “deriva autoritaria” e “Stato di polizia”. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, entra con decisione nel dibattito sul pacchetto sicurezza varato dall’esecutivo, bocciando non solo le singole misure, ma l’intera filosofia che ispira l’azione di Palazzo Chigi. In un’intervista rilasciata a Repubblica, il leader sindacale accusa il governo di voler “comandare anziché governare”, mettendo a rischio le libertà costituzionali in nome di una sicurezza definita “repressiva”.
Secondo Landini, la stretta sulle manifestazioni e l’introduzione di nuovi reati non servono a contrastare la criminalità, ma a silenziare il dissenso. «Non si risponde alla violenza con provvedimenti che mettono in discussione la libertà di tutti», attacca il segretario, sottolineando come le nuove norme finiscano per penalizzare proprio i lavoratori che scendono in piazza per difendere il proprio impiego. La Cgil denuncia inoltre quello che definisce un “uso cinico” delle forze dell’ordine: «Si usano i lavoratori in divisa come scudo propagandistico, ma ci si dimentica di loro quando si parla di organici sotto quota e salari inadeguati».
Il leader della Cgil non risparmia critiche nemmeno sulla riforma della Giustizia e sul relativo referendum, la cui data è attualmente in bilico dopo la riformulazione del quesito. «La riforma Nordio non farà funzionare meglio la giustizia, ma mette solo in discussione l’autonomia della magistratura», afferma Landini, stigmatizzando anche la “dimenticanza” del governo nel non inserire i riferimenti costituzionali nel quesito originario.
Mentre il Paese guarda alle Olimpiadi, Landini ricorda che l’unica vera emergenza nazionale resta quella delle morti sul lavoro. «Le stragi continuano», denuncia, rilanciando le proposte storiche del sindacato: l’istituzione di una Procura speciale dedicata agli infortuni e il gratuito patrocinio per le famiglie delle vittime.
La Cgil annuncia quindi una nuova stagione di mobilitazione: «Non abbiamo intenzione di rinunciare al diritto di manifestare. Continueremo a batterci per la sanità pubblica e per una nuova legge sugli appalti, lanciando a breve una grande raccolta di firme».