Lo Stato “non si gira più dall’altra parte”. Con queste parole la Premier Giorgia Meloni ha blindato il nuovo pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento che punta a restituire “sicurezza e libertà”, ma che nasce sotto il segno di uno scontro frontale con le toghe: la Presidente del Consiglio ha infatti attaccato duramente quello che definisce il “doppiopesismo” di certa magistratura, reo di rendere difficile la difesa dei cittadini.
L’indignazione della Premier è esplosa in particolare per la scarcerazione di alcuni responsabili degli scontri di Torino. “Non sono ragazzini che vogliono fare casino, ma persone organizzate che agiscono contro lo Stato”, ha puntualizzato Meloni, intervenuta su Rete4 a Diritto e Rovescio, chiarendo che il nuovo corso dell’esecutivo sarà improntato alla massima fermezza. La Premier ha inoltre smentito l’esistenza di “scudi penali” per le forze dell’ordine, ribaltando l’accusa: “Lo scudo penale lo hanno avuto finora i centri sociali, convinti che qualsiasi cosa facessero non sarebbe successo nulla”.
“Credo che sia sempre necessario distinguere chi scende in piazza perché vuole difendere un’idea dai violenti, i cosiddetti infiltrati. Però qui siamo di fronte a un caso molto particolare, abbiamo sentito parlare di questi infiltrati anche rispetto ai fatti di Torino. Solo che un infiltrato è tendenzialmente qualcuno che tu non vuoi, non hai invitato e manco conosci. Che cosa accade dopo questa manifestazione? Askatasuna, cioè gli organizzatori della manifestazione, fa un comunicato rivendicando tutta la manifestazione, solidarizzando con gli arrestati, chiamandoli con i nomi di battesimo. Quindi quelli non sono infiltrati, sono loro. E dicono pure, cioè rilanciano, che intendono continuare”. Così la premier Giorgia Meloni, ospite di Dritto e rovescio, su Rete4. “Allora, io penso che di fronte a uno scenario del genere si debba tutti decidere da che parte vogliamo stare, senza ambiguità – ha aggiunto Meloni -. Tutte le forze politiche hanno detto in questi giorni: ‘Siamo con le forze dell’ordine, siamo dalla parte delle istituzioni’. Io ci credo, però, che allora va anche dimostrato con scelte chiare e va dimostrato dicendo ‘basta a queste forme di ambiguità'”.
Le misure: dal fermo preventivo alle norme “anti-maranza”
Il testo, limato in costante dialogo con il Quirinale per garantirne la tenuta costituzionale, introduce diverse novità rilevanti:
- Fermo preventivo: Possibilità di trattenere soggetti per 12 ore, con obbligo di informare il magistrato che potrà disporre il rilascio immediato.
- Tutela legale: Stop all’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi si difende in servizio; abolito il gratuito patrocinio automatico per gli immigrati che ricorrono contro l’espulsione, a meno che non ne abbiano reale necessità economica.
- Ordine pubblico: Stretta sui cortei non autorizzati con multe fino a 20.000 euro e divieto di partecipazione alle manifestazioni per chi ha condanne per terrorismo o lesioni a pubblici ufficiali.
- Criminalità urbana: Arrivano le norme “anti-maranza” contro l’uso dei coltelli e pene più severe per i borseggiatori (il furto per destrezza torna procedibile d’ufficio).
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha inquadrato il pacchetto in un’ottica di prevenzione, evocando la necessità di evitare il ritorno a “tristi momenti” come quelli delle Brigate Rosse. Sul fronte leghista, Matteo Salvini ha espresso soddisfazione, pur annunciando battaglia in Parlamento per reinserire la “cauzione” per chi partecipa a manifestazioni a rischio, norma rimasta fuori dal decreto attuale.
Il tema migranti verrà ripreso la prossima settimana con un disegno di legge ad hoc che promette di includere il “blocco navale” e il recepimento del Patto UE. Il decreto sicurezza, invece, approderà in Gazzetta Ufficiale entro un paio di giorni, diventando operativo in concomitanza con l’apertura dei Giochi Milano-Cortina.